Mille clandestini in più a Reggio con il decreto sicurezza

Il vicesindaco Matteo Sassi: "Un brutto testo che scarica i problemi sulle comunità locali. Inseguono la paura, perché, in questa fase, genera consenso"

REGGIO EMILIA – Oltre mille candestini nei prossimi due anni. E’ la stima, nel Reggiano, delle conseguenze del decreto sicurezza voluto dal vicepremier Matteo Salvini e appena approvato dal Parlamento. Attualmente sono circa 1.500 i richiedenti asilo nei circuiti dell’accoglienza straordinaria e 100 quelli negli Sprar che sono in attesa di ricevere risposta sulla loro richiesta di asilo. Quindi 1.600 persone in tutto. Si calcola che, con le nuove restrizioni imposte dal decreto che di fatto non concede più l’asilo per motivi umanitari se non in casi particolari, circa il 70 per cento delle domande sarà rigettato.

I richiedenti asilo che non vedranno accolta la loro richiesta finiranno nei Cas, i Centri di accoglienza straordinaria. Lì potranno restare al massimo sei mesi in attesa del rimpatrio che, visto che mancano gli accordi di reciprocità con molti paesi di origine e anche i soldi, difficilmente avverrà. A questo punto, scaduto quel termine, dovranno essere rilasciati, col rischio di finire ai margini della società e anche nell’illegalità.

Mille clandestini, dunque, che finiranno sulle spalle dei sindaci del territorio e, in particolare, di quello del Comune capoluogo. Sì, perché questo avrà una inevitabile ricaduta in termini di costi sociali e non solo. Ne abbiamo parlato con il vicesindaco Matteo Sassi che ha la delega al Welfare.

Dice Sassi: “Bisogna capire come il decreto sicurezza sarà applicato. Perché è vero che vengono cancellati i permessi per ragioni umanitarie, ma è altrettanto vero che viene istituita una nuova tipologia di permesso, ovvero quelli speciali della durata di dodici mesi. Il giudizio politico, invece, è negativo perché è un decreto propagandistico e vessatorio nei confronti di chi si trova in condizioni di grave fragilità sociale. Ci saranno ricorsi sulla sua legittimità, perché ci sono profili di incostituzionalità e quindi bisogna vedere cosa succede e cosa rimarrà del decreto”.

Continua Sassi: “E’ chiaro che questo testo è stato pensato e voluto per dare corso a una propaganda politica che non risolve i problemi che già oggi sono in campo, ma, anzi, li aggrava e produrrà illegalità. Molte persone diventeranno irrintracciabili. Si produrrà più insicurezza e perdita di informazioni utili per le forze dell’ordine. Aumenteranno i problemi che saranno scaricati, ancora di più, sulle comunità locali”.

Il vicesindaco lancia poi un’accusa: “Secondo me ne sono consapevoli e inseguono la paura, perché, in questa fase, genera consenso. E’ un brutto testo che scarica i problemi sulle comunità locali, al di là di chi le amministra, che si diffonderanno su tutto il territorio nazionale e riguarderanno anche i sindaci leghisti. Qualche irresponsabile oggi può anche gioire e trasformare questa cosa in consenso elettorale, ma poi svanirà anche quello. Dopo avrai due scelte: o vai ancora più giù sul piano autoritario e antidemocratico o risali. Non esistono risposte semplici a problemi complessi. Si dovranno mettere in campo delle competenze che non si possono riassumere nel pensiero di qualche esponente politico della lega. Comunque, ripeto, voglio vedere che scarto c’è fra la retorica e la pratica, perché il problema ce l’avranno anche i sindaci leghisti e le forze dell’ordine”.

Un ultimo pensiero per domani quando parte l’accoglienza invernale per i senza tetto. Conclude Sassi: “Servizi come quello, con questi scenari, diventeranno insufficienti a soddisfare i bisogni primari di tante persone”.