Mafie, Sodano: “Una holding per le aziende tolte al crimine”

Il direttore dell'agenzia dei beni sequestrati: "Così controllo e risultati. Come Agenzia abbiamo circa 2.700 aziende confiscate"

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REGGIO EMILIA – Una sorta di “holding” in cui raggruppare le aziende tolte alle mafie per migliorarne, con una governance unitaria, il controllo e la capacita’ di risultati imprenditoriali. E’ il progetto che bolle in pentola nella Anbsc, l’Agenzia nazionale per l’amministrazione e la destinazione dei beni sequestrati e confiscati alla criminalita’ organizzata. Ad annunciarlo e’ il suo direttore entrato in carica agli inizi di maggio del 2017, l’ex prefetto di Bologna Ennio Mario Sodano.

Parlando a Reggio Emilia ad un convegno sul tema organizzato dall’Ordine dei commercialisti reggiani, Sodano spiega: “Sul tema delle aziende bisogna intervenire, ma fare anche distinzione e pulizia fra i numeri, perche’ sono emblematici, ma non sempre dicono la verita’ e spiegano le cose”.

Continua il prefetto: “Come Agenzia abbiamo circa 2.700 aziende confiscate, il che fa dire a molti che sono li’ e vanno in malora e che la mafia da’ lavoro e lo Stato lo toglie, mentre in realta’ non e’ assolutamente cosi'”. Infatti “di queste 2.700 aziende molte non hanno mai fatto attivita’ di impresa, molte erano gia’ da liquidare all’epoca del sequestro, molte erano aziende mafiose e quindi stavano sul mercato perche’ usavano metodi mafiosi: e’ evidente che quelle aziende non possono piu’ stare sul mercato”. Fatta la tara di tutto questo, prosegue Sodano, “noi riteniamo che le aziende che fanno effettivamente attivita’ di impresa sono circa 550 e cioe’ quelle che hanno presentato bilanci negli ultimi tre, quattro anni”.

Per dare vita e gambe alle vere aziende sottratte alla criminalita’, dice Sodano, “abbiamo un progetto per dare una spinta innovativa e andare avanti, che consiste nella realizzazione di una sorta di ‘holding’, un soggetto rete che dovrebbe riunire tutte queste aziende in un’unica governance, con regole uguali per tutti. Quindi tutte le aziende del gruppo faranno il bilancio in un certo modo, le direttive saranno unitarie e questo ci consentira’ di esercitare anche un controllo migliore, perche’ non dovremo controllare la singola bottega di Andria o Canicatti’, ma controlleremo la holding, che a sua volta avra’ la responsabilita’ sia amministrativa, ma anche contabile e imprenditoriale di produrre dei risultati”.

Il direttore dell’Agenzia, fa poi il punto sul lavoro svolto negli ultimi due anni sottolineando come, rispetto ai beni immobili delle mafie destinati ad altro uso “abbiamo gia’ una prassi che ci ha consentito di fare grandi passi in avanti anche se non tutti se ne sono resi conto. Abbiamo un’informatizzazione pressoche’ totale dei nostri dati, se avessimo anche quella degli organi della giustizia saremmo un gran pezzo avanti”. Pero’ gia’ questo strumento informatico insieme alla Conferenza dei servizi, aggiunge Sodano, “ci ha consentito di incrementare molto la nostra efficienza”. A testimoniarlo sono sempre i numeri, in questo caso poco interpretabili. “Fino a quattro o cinque anni fa – conclude il prefetto – fa destinavamo 400 o 500 immobili all’anno. Lo scorso anno e questo ne destiniamo piu’ di 2000”.

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