Leu resiste a Reggio Emilia: il comitato per andare avanti

Nasce il primo comitato in regione di Liberi e Uguali per "proseguire nella formazione di un partito unitario a sinistra". Portavoce Silvia Prodi e Roberto Pavarini

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REGGIO EMILIA – Dato in via d’estinzione a livello nazionale, in rivitalizzazione a Reggio Emilia. E’ nella citta’ del Tricolore, infatti, che nasce il primo comitato in regione di Liberi e Uguali per “proseguire nella formazione di un partito unitario a sinistra”. Si e’ costituito formalmente ieri sera in un’assemblea al circolo Arci Gardenia, che ha eletto come portavoce la consigliera regionale Silvia Prodi assieme a Roberto Pavarini.

“Questo e’ il primo Comitato che nasce in Emilia-Romagna – commentano i promotori – e ci auguriamo che possa servire da stimolo per altre realta’ locali interessate a contribuire al nuovo processo”. In “tutto il Paese – aggiungono – i comitati stanno nascendo dalla volonta’ della base elettorale di Liberi e Uguali, che intende proseguire nella formazione di un partito unitario a sinistra”. Questo perche’ “siamo consapevoli dell’estrema necessita’ storica e sociale di un soggetto politico forte, in grado di superare le logiche di vertice e di appartenenza che in questi mesi hanno impedito la piena realizzazione del percorso come si era delineato sia nella fase elettorale sia nell’assemblea del 26 maggio”.

Il neonato comitato reggiano invita i propri affiliati a partecipare all’assemblea nazionale dei Comitati LeU, autoconvocata il prossimo 24 novembre a Roma e coordinata da Pietro Grasso, dove “si dara’ spazio agli interventi della base per arrivare a una proposta condivisa che sappia raccogliere la volonta’ di partite con una fase costituente di un vero e proprio soggetto politico”. A questa assemblea sono stati invitati anche tutti i parlamentarI di LeU, oltre a tutti i componenti del Comitato Promotore Nazionale. Tutti i partecipanti si uniranno poi nel pomeriggio alla grande nazionale contro la violenza sulle donne.

A Silvia Prodi e Roberto Pavarini e’ stato dato mandato di intervenire a Roma per riportare alcuni punti concordati nell’assemblea. In primo luogo, “costruire un soggetto politico fortemente democratico, assicurando una partecipazione della base ai processi decisionali”. E poi creare “un processo il piu’ possibile unitario a sinistra, in cui confluiscano le forze politiche componenti, sciogliendo quindi le formazioni esistenti per dare un chiaro messaggio di fusione ed espansione”. Infine “rivendicare l’uso del simbolo di LeU da parte della base, per non disperdere il lavoro fatto sui territori in campagna elettorale e nei mesi successivi”.

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