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Forza Nuova marcia in stazione: “Basta immigrazione”. Il sindaco: “Fascisti” foto

Corteo con tanto di fumogeni e striscioni dei manifestanti per denunciare "l'incontrollabile degrado del quartiere stazione". Vecchi: "Vi abbiamo già cacciati una volta e siamo pronti a rifarlo"

REGGIO EMILIA – “Rimpatrio subito. Basta immigrazione, fermiamo l’invasione”. Militanti di Forza Nuova, partito di estrema destra, hanno manifestato ieri sera contro quella che definiscono “l’incontrollabile degrado del quartiere stazione”.

Il corteo, con tanto di fumogeni, a cui hanno partecipato una cinquantina di persone, ha “marciato”, come scrivono gli organizzatori, in piazzale Secchi e lungo via Vecchi e via Sani.  Sul posto sono intervenute le forze dell’ordine, polizia e carabinieri con un congruo numero di personale, anche in tenuta antisommossa, per controllare quanto stava accadendo. La manifestazione è iniziata alle 20 ed è terminata alle 22.

Quanto accaduto ha scatenato l’immediata reazione del sindaco Luca Vecchi che su Facebook ha scritto: “I fascisti a Reggio Emilia non li vogliamo. Li abbiamo già cacciati una volta e siamo pronti a rifarlo”.

Scrive Forza Nuova: “L’attuale amministrazione comunale complice di quelle precedenti, ha permesso la creazione di una vera e propria no-go area nella quale risse, prostituzione e spaccio sono diventate la routine quotidiana, ingrassando vilmente le tasche delle mafie, soprattutto quella nigeriana. I militanti reggiani promettono battaglia senza tregua per riconsegnare il quartiere ai reggiani, soli ed unici proprietari della zona”.

Gli ribatte su Facebook il sindaco: “Questa città è stanca di chi cerca di riportarla indietro di 80 anni. La cultura dell’odio, la xenofobia esplicita e sopratutto la cultura fascista qui non è gradita. Grazie alle forze dell’ordine che questa sera in zona stazione, ancora una volta, hanno gestito al meglio la situazione. E grazie anche ai tanti reggiani che mi hanno segnalato, che mi hanno scritto, che si sono indignati”.

Chi è Forza Nuova
Forza Nuova è un partito nazionalista, fondato nel 1997 da Roberto Fiore e Massimo Morsello, che si è presentato alle elezioni politiche del 2008 e del 2013. E’ stato spesso accusato di xenofobia e omofobia. Fiore, uno dei suoi fondatori, è stato condannato dalla magistratura italiana per il reato di associazione sovversiva e banda armata nel 1895. Così pure Morsello che, nel 1985, fu ritenuto membro dei Nar e fu condannato per lo stesso reato. La loro latitanza iniziò nel 1980 e, da allora, vivono in Inghilterra dato che la Thatcher gli riconobbe lo status di rifugiati politici. Le loro condanne sono state prescritte e, a partire dal 1999, hanno potuto fare ritorno in Italia. Nel frattempo Morsello è deceduto.

Nel 2008 Fiore è entrato nel Parlamento europeo, occupando il seggio lasciato da Alessandra Mussolini. Il partito, negli anni, ha accumulato accuse di antisemitismo, di negazionismo della Shoah e di xenofobia. I suoi militanti si sono resi più volte responsabili di aggressioni razziste. Il partito asserisce l’esistenza del piano Kalergi, elaborato dal negazionista dell’Olocausto Gerd Honsik, come un progetto migratorio di massa programmato dall’Africa all’Italia per la distruzione del popolo italiano al fine di “controllare meglio la popolazione” ed è sostenitore della teoria del complotto sull’ideologia gender.