Confcooperative: “A soci San Prospero rimborso equo”

La replica a Federconsumatori: "Da tempo offerto non l'8, ma il 40%"

REGGIO EMILIA – “Non esiste nessun 8%: la proposta equivale al 40% sul capitale residuo, dopo che i soci hanno gia’ ottenuto dalla cooperativa il 25% sul totale grazie all’intervento dell’organizzazione”. E’ la puntualizzazione di Confcooperative al resoconto fornito da Federconsumatori sul confronto tra la stessa centrale cooperativa, l’associazione e alcuni soci della cooperativa San Prospero, finita in liquidazione coatta all’inizio del 2016. Una vicenda, quella di un centinaio di ex soci della San Prospero che aspettano da due anni il rimborso di crediti per circa 800.000 euro, sfociata ieri in un presidio davanti alla sede della centrale coop.

Per protestare anche contro la proposta, ritenuta “inaccettabile” da Federconsumatori, di un ristoro dell’8% delle somme perse dai soci nel default. Confcooperative pero’ ribatte: “Rispettiamo profondamente il disagio e le preoccupazioni dei soci della cooperativa San Prospero, ma non accettiamo arbitrarie e fuorvianti interpretazioni rispetto agli impegni assunti da un’organizzazione che da mesi ha messo nero su bianco le sue proposte (ben diverse da quelle descritte dai soci stessi) senza avere alcuna risposta”.

Un’organizzazione, oltretutto, “che anche prima che si determinasse la messa in liquidazione della cooperativa d’abitazione si e’ impegnata in modo rilevante per sostenere la sua capacita’ di far fronte agli impegni con tutti i fornitori e con i soci prestatori”. Infatti, viene precisato, “gia’ nel 2015, chiedendo doverosamente il consenso a quegli organi che rappresentano tutte le nostre imprese e 55.000 soci, fu messo in atto un intervento straordinario a favore della San Prospero, che consenti’ di alleggerire la sua situazione debitoria e determino’ la possibilita’ di rimborsare ai soci il 25% dell’autofinanziamento totale, interessi inclusi”.

Inoltre “nel giugno scorso- sottolinea la centrale di Largo Gerra – abbiamo presentato al presidente della Provincia (cioe’ nella sede di interlocuzione scelta da Federconsumatori) una proposta d’intervento che consentirebbe ai soci di recuperare un ulteriore 40% del capitale ancora giacente nella cooperativa, al netto degli interessi”. Ecco perche’ “e’ inaccettabile che Federconsumatori e i soci parlino di un 8% e di ‘insulto alla miseria’, quando la nostra proposta (aggiuntiva, ripetiamo, all’intervento del 2015) e’ assai piu’ rilevante”.

Quanto al paragone fatto da Federconsumatori con Legacoop, che in casi analoghi di coop edili fallite ha rimborsato somme piu’ rilevanti del prestito sociale perduto, Confcooperative sottolinea: “Per quanto nella solidarieta’ non sussista affatto il principio che ciascuno deve dare quanto l’altro, ma ciascuno da’ quanto gli e’ possibile, i nostri interventi risultano anche in linea con quanto avvenuto in altre situazioni analoghe richiamate”.

Nonostante tutto questo, “pur esprimendo rammarico per una descrizione dei fatti che non corrisponde affatto al reale – chiude Confcooperative – confermiamo a Federconsumatori e ai soci la disponibilita’ al dialogo”. Auspicando pero’ “il ripristino di un clima in cui prevalgano gli elementi di verita’, lo spirito di collaborazione e una corretta valutazione di proposte che non dobbiamo affatto formulare entro il 31 dicembre, ma giacciono da mesi sul giusto tavolo in attesa di una risposta”.