Confcooperative nel mirino dei soci San Prospero: “Vogliamo i nostri soldi”

Dopo il crac un centinaio di persone aspettano da due anni la restituzione di crediti attivi per 829mila euro. "Ci hanno chiamato speculatori". Lunedì presidio in largo Marco Gerra

REGGIO EMILIA – Federconsumatori torna in prima linea sui risparmi dei soci bruciati nei fallimenti delle coop edili. Il bersaglio – dopo le iniziative dell’anno scorso che hanno indotto Legacoop a rimborsare il 40% del prestito sociale “tradito” – e’ questa volta Confcooperative, centrale di riferimento della cooperativa San Prospero, in cui circa un centinaio di persone (dei 700 soci nominali presenti al momento del crac) aspettano da due anni la restituzione di crediti attivi per 829.000 euro.

Soldi che i cittadini avevano investito “fiduciosi” nella San Prospero che, proprio con le risorse dei soci, ha costruito tra Reggio Emilia e Scandiano 350 tra case a schiera e appartamenti, per affondare poi definitivamente nel 2016 nel default di Parco Ottavi che ha portato, tra l’altro, al crollo della Cooperativa Muratori di Reggiolo. I cittadini pero’ non mollano e – come prima forma di protesta – hanno deciso di radunarsi lunedi’ prossimo davanti alla sede di Confcooperative in largo Marco Gerra, per chiedere di nuovo un incontro al presidente Matteo Caramaschi, che ha finora disatteso tutte le richieste.

Un faccia a faccia per il quale Federconsumatori ha chiesto di mediare anche al presidente della Provincia Giorgio Zanni e al vescovo Massima Camisasca, che per il rimborso ai soci di Legacoop si era speso in prima persona.

A versare altra amarezza nel calice dei risparmiatori traditi e’ poi la proposta di rimborso che Confcooperative, bypassandoli, ha inviato all’ex presidente della Provincia reggiana Giammaria Manghi. “Ci hanno chiamato speculatori e offerto un rimborso dell’8%”, spiegano i cittadini. Una proposta “francamente inaccettabile”, chiosa il presidente di Federconsumatori Rino Soragni, “tanto piu’ per una Confcooperative che ha dichiarato quest’anno un fatturato di 3,6 miliardi delle imprese associate e si dichiara portavoce delle istanze mutualistiche e di solidarieta’ della cooperazione”.

Conclude Soragni: “Speriamo che, visto che domani celebriamo il nostro patrono (San Prospero, ndr) il presidente Caramaschi voglia riprendere finalmente il confronto, o saremo costretti a mettere in atto altre iniziative” (fonte Dire).