Colla contro Landini, nervi tesi al congresso Cgil fra la Fiom e Giove

Papignani: "Guai a una autocandidatura anti Maurizio. E Gino ci spacca"

REGGIO EMILIA – Doppio altola’ della Fiom dell’Emilia-Romagna: alla candidatura anti-Landini e al vertice della Cgil dell’Emilia-Romagna che rischia di spaccare il sindacato. Da Cervia, aprendo l’assise regionale delle tute blu, il loro segretario, Bruno Papignani, mette un bel po’ di pepe sul congresso. E pur riconoscendo “le tante cose positive che come tali non sono da risolvere, ma da conservare e valorizzare”, non le manda a dire al segretario regionale Luigi Giove segnalando “aspetti e comportamenti critici, a volte inaccettabili, di questa ultima fase che, se non rapidamente affrontati e risolti, potrebbero diventare un problema”.

Su tutto domina la partita che, in un congresso formalmente unitario, vede Maurizio Landini (gia’ leader Fiom in Emilia-Romagna e in tutt’Italia) erede designato di Susanna Camusso, ma insidiato dall’ipotesi di una sfida con l’ex numero uno del sindacato in regione Vincenzo Colla. Papignani ha subito lodato l’investitura di Landini, pero’ appunto, “non per forza adesso ma anche in un secondo tempo, e’ possibile che nasca una autocandidatura”; Colla, appunto.

Ecco, analizza Papignani, “sarebbe un fatto inedito in Cgil con questo percorso congressuale e di conseguenza la composizione dell’assemblea generale cambierebbe di significato. Non sarebbe solo un fatto numerico, quali e quanti per ciascuna categoria (o pro Landini o con Colla, ndr), ma diventerebbe un fatto politico che, se non affrontato ora”, puo’ “snaturare, quello si’, le regole fin ora in vigore nella nostra democrazia interna”. Insomma, un bel terremoto. In campo contro Landini ci sono i pensionati e la tensione Fiom-Spi in Emilia-Romagna e’ piu’ che palpabile. Ma oggi Papignani tira in ballo ‘Gino’, cioe’ Giove: “Se confondi l’autorevolezza con l’autoritaritarismo non puoi risentirti con chi non concede la delega ai tuoi desideri”.

Dice dunque il segretario della Fiom dell’Emilia-Romagna: “Caro Gino (Giove, ndr), a volte temo che ti sopravvaluti e troppo spesso usi la tecnica di girare la frittata”. Perche’, continua, “un conto e’ criticare un candidato, e se non lo si ritiene all’altezza votargli contro, altro e’ dire che sei il paladino dell’unita’ e contemporaneamente prestarti a firmare un ordine del giorno come segretario generale della Cgil Emilia-Romagna che divide la Cgil e poi far credere di essere il segretario di tutti. La mia non e’ una provocazione, e’ rispetto personale nell’anticiparti un problema politico che andra’ affrontato”.

Parole che arrivano appunto dopo che Papignani ha messo in fila le cose che ‘non vanno’ in casa Cgil, citando le piu’ significative, come “trattare per conto della Fiom senza coinvolgerla, com’e’ successo con le aziende che pur aderendo alle associazioni artigiane applicano il contratto Confapi, costringendoci quindi a rincorrere situazioni spiacevoli per metterci una toppa”. Oppure firmare un accordo con gli artigiani “che pretende di trasformare soldi fissi strutturali in variabili da destinare al Welfare e Fondi sanitari che non sono mai partiti poiche’ privi delle condizioni necessarie”.

E questo per poi “unirsi al coro di chi, senza sapienza, attacca i nostri accordi sulla sanita’ integrativa mi sembra davvero inaccettabile”. Papignani lamenta anche “una marcata subalternita’ poi al governo della Regione e molto tempo dedicato a cucire rapporti interni funzionali solo a schieramenti nazionali escludendo chi e’ dato per perso, cercando di ridimensionare negli organismi confederali il peso della Fiom mi pare altrettanto inaccettabile. Mi auguro- conclude- che cio’ sia dovuto alla fase particolare e che rientri prima del congresso”.