Via Govi, chiuso per un mese il bar della maxi rissa: guarda il video foto video

Il questore ha sospeso per 30 giorni la licenza del Dmd di fronte al quale 30 nigeriani, nella notte fra domenica e lunedì, si sono affrontati con bastoni e cocci di bottiglia. Il vicesindaco Sassi: "Continuermo a monitorare quel luogo"

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REGGIO EMILIA – La polizia ha chiuso per un mese giorni il bar Dmd in via Govi, in zona Quinzio a Reggio, di fronte a cui, tra domenica e lunedì, si è scatenata una maxi rissa tra oltre 30 stranieri. La titolare del bar, quando ha visto che la situazione stava degenerando, ha chiamato le forze dell’ordine. Quando sul posto sono arrivati carabinieri e polizia, i partecipanti alla rissa erano già fuggiti.

Rissa

La rissa è stata ripresa dalle telecamere della videosorveglianza che mostrano, come vedete, una trenta persone, tutte di colore e quasi tutti uomini (ma ci sono anche donne), divisi in due gruppi, che urlano e si affrontano con cocci di bottiglia e armi improvvisate.

Non è la prima volta che si verificano problemi relativi alla sicurezza e all’ordine pubblico in quel locale. Il 6 agosto scorso una persona era stata accoltellata e un’altra colpita a colpi di accetta ad una spalla. nel locale è stata trovata anche droga in diverse occasioni. Alla base di questi scontri furiosi una sorta di lotta etnico-tribale tra le violente bande universitarie nigeriane, probabilmente per il controllo della droga.

Il vicesindaco Sassi: “Continuermo a monitorare quel luogo”
Sulla vicenda interviene il vicesindaco Sassi che scrive: “La chiusura del bar Dmd di via Govi è un provvedimento opportuno e importante; ringraziamo il questore sia per l’attività di controllo svolta, che per le conseguenti decisioni prese. Già in passato avevamo incontrato come amministrazione comunale alcuni cittadini che ci avevano segnalato puntualmente una serie di problematiche connesse a quell’attività commerciale. Nei giorni scorsi si erano svolti una serie di controlli sia della Polizia municipale, sia dell’Ausl e dell’Ispettorato del Lavoro, per verificare che tutte le autorizzazioni fossero in regola. La scelta dei vertici della Questura di prendere questo provvedimento ci trova concordi e nei prossimi mesi proseguiremo – per le specifiche competenze che sono assegnate a questo ente – con l’azione di monitoraggio e di verifica costante di quel luogo”.

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