United Albinea, Corazza: “Per la vittoria del campionato ci siamo anche noi” foto

Intervista al portierone veterano del club di Alessandro Simonazzi. Il 36enne ha vestito la maglia di Reggiana e Bagnolese prima di sposare il progetto sportivo iniziato a Bellarosa

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REGGIO EMILIA – Intervistare Federico Corazza è come tentare di estorcere informazioni ad una spia russa. Ragazzo che non ama stare sotto i riflettori, compagno di squadra bravissimo a fare gruppo ma che non ha mai amato la vita da protagonista, anche quando giocava nella Reggiana o in quarta serie con la Bagnolese. Il portierone del Bellarosa, ora United Albinea, è uno dei punti fermi della squadra del presidente Alessandro Simonazzi. L’estremo difensore (non lasciatevi confondere dalla stazza) è uno dei migliori della categoria, anche a 36 anni risulta indispensabile per la prima squadra.

Il direttore sportivo Massimo Tanferri è uno dei suoi più grandi tifosi: “Mi piace perché rappresenta il calcio vero, mette anima e cuore in ogni partita, ragazzo d’oro, fondamentale per la squadra”. Dello stesso avviso i compagni di squadra di ieri e di oggi, i dirigenti, gli allenatori che hanno lavorato con lui. Abbiamo incontrato Federico per tentare di presentarvelo meglio.

Federico, siete ripartiti dalla Terza per poi salire fino in Prima, col Bellarosa
Dopo qualche esperienza importante avevo appeso i guantoni al chiodo, poi, col tempo, grazie agli amici Simonazzi e Tanferri, decisi di tornare in campo per divertirmi. Sono di Albinea e mi piaceva l’idea di giocare per la squadra del paese, con serenità.

Con il Bellarosa sei riuscito a diventare una sorta di eroe da queste parti
Abbiamo giocato delle partite importanti, vincendo dei campionati difficili e portando la frazione di Bellarosa in Prima. Tutto bellissimo, ci siamo divertiti davvero molto, grazie a quelle domeniche ho ritrovato il gusto di giocare.

Poi la fusione, la società che diventa più strutturata
Dal mio punto di vista la fusione è ben riuscita. Albinea è davvero piccola, non aveva senso avere due squadre di calcio a distanza di 1 km. Ora siamo una società strutturata, da due anni cerchiamo di vincere la Seconda categoria, inoltre Tanferri e gli altri dirigenti stanno costruendo qualcosa di concreto per la comunità: il nostro settore giovanile è in grande crescita”

A 36 anni sicuramente, l’amico Tanferri, ti avrà chiesto di tentare la carriera da allenatore delle giovanili
Stanno cercando di incastrarmi (ride). Ad ogni modo: al momento non ci penso, però, mai dire mai. Magari, tra qualche tempo, anche io sarò chiamato a dare una mano con i giovani, chissà.

Che rapporto hai col presidente Alessandro Simonazzi?
Siamo sempre stati amici, anche prima di iniziare col Bellarosa. Una persona magnifica, ama il calcio, ci mette tanta passione e tanta energia. Alessandro ha il merito di aver ridato forma al calcio del nostro comune. Nel mio piccolo ho sempre cercato di aiutarlo.

La Seconda categoria assomiglia alle sabbie mobili
Non è mai semplice vincere, nemmeno in Seconda. Ogni anno ci sono realtà che investono e che si presentano per vincere. Il campionato è difficile, ma noi ci siamo.

Però, per il primo posto, ci siete anche voi
Noi abbiamo intenzione di portare la prima squadra alla vittoria del campionato, non mi nascondo. Possiamo farcela, chiaro che, oltre a noi, ci sono altre squadre attrezzate per vincere. Alla fine festeggerà chi ci metterà più voglia, più determinazione.”

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