Testimoni reticenti, revisione di 40 posizioni

Tra gli atti richiesti anche quello relativo alla deposizione di Antonio Rizzo, imprenditore di origine cutrese, gia' a capo dell'Aier e di Antonio Olivo ex consigliere comunale Pd

Più informazioni su

REGGIO EMILIA – La sentenza di primo grado e’ stata appena pronunciata e gia’ c’e’ un “seguito” per il processo Aemilia contro la ‘ndrangheta al nord, che si e’ concluso nel pomeriggio a Reggio Emilia. La Corte presieduta da Francesco Maria Caruso, con un’ordinanza, ha infatti chiesto la copia dei verbali delle testimonianze rese in aula da oltre 40 testimoni. Il motivo? Si sarebbero ravvisate nelle dichiarazioni fatte “reticenza e falsita’”.

Tra gli atti richiesti anche quello relativo alla deposizione di Antonio Rizzo, imprenditore di origine cutrese, gia’ a capo dell’Aier, l’associazione di imprenditori in prevalenza calabrese che propose all’allora sindaco di Reggio Emilia Graziano Delrio di acquistare gli immobili invenduti delle loro aziende per destinarle a case popolari. Ma anche quella di Antonio Olivo, ex consigliere comunale del Pd.

Per il procuratore capo di Bologna Giuseppe Amato, quello delle dichiarazioni non genuine pero’ “non e’ un quadro che desta particolare sorpresa perche’ ragioniamo di un contesto in cui la contestazione principale e’ rappresentata dal 416 bis, cioe’ da un reato che si caratterizza per l’intimidazione, per l’assoggettamento e per la omerta’ che ne deriva”, spiega.

Dunque “e’ il contesto del reato ma e’ anche il contesto che, quando ragioniamo in termini processuali, induce a dubitare della genuinita’ di certe dichiarazioni. Di soggetti cioe’ che si trovano in quella condizione psicologica che qualifica il reato associativo”, conclude Amato (Fonte Dire).

Più informazioni su