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Smog, in pianura padana il 95% degli europei a rischio

Il nostro Paese è al secondo posto in Europa per morti per Pm2.5(60.600) e al primo per le morti da biossido di azoto (20.500) eper l'ozono (3.200). Ben 422mila morti premature nel 2015

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REGGIO EMILIA – In Europa 3,9mln di persone abitano in aree dove sono superati contemporaneamente e regolarmente i limiti dei principali inquinanti dell’aria (Pm10,biossido di azoto e ozono). Di queste, 3,7mln, cioè circa il 95%, vive nel Nord Italia. E’ quanto emerge dall’ultimo rapporto sulla qualità dell’aria dell’Agenzia Ue per l’ambiente. Il nostro Paese è al secondo posto in Europa per morti per Pm2.5(60.600) e al primo per le morti da biossido di azoto (20.500) eper l’ozono (3.200).

Inoltre dal rapporto emerge che l’Iinquinamento atmosferico è tra le principali cause di morti premature in 41 Paesi europei, tra cui i 28 Stati membri dell’Ue. Si stima che nel 2015 l’esposizione al particolato ha determinato la morte prematura di 422mila persone in 41 Paesi.

Nella Pianura padana si conferma particolarmente critica la situazione dell’ozono e degli ossidi di azoto (principalmente da motori diesel). L’Aea misura anche il parametro degli anni di vita persi, con i valori più alti nelle economie più grandi del continente e quelli relativi (calcolati su 100mila abitanti) che sono appannaggio dei Paesi dell’Europa centro-orientale.

Nonostante i lenti miglioramenti, sottolinea lo studio, l’inquinamento atmosferico continua a superare i limiti e gli orientamenti dell’Unione europea e dell’Organizzazione mondiale della Sanità, e “rappresenta ancora un pericolo per la salute umana e per l’ambiente”.

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