Sale gioco, Iori: “Sono in ritardo le ordinanze per delocalizzarle”

La cooperativa sociale lancia a Puianello una sorta di "comunita' serale", o notturna, per i pazienti affetti da ludopatia

REGGIO EMILIA – Una sorta di “comunita’ serale”, o notturna, per i pazienti affetti da ludopatia. Giocatori non del tutto incalliti e che mantengono un certo equilibrio, che potranno passare la notte nella struttura per poi recarsi al lavoro il giorno dopo scansando le “sirene” del gioco d’azzardo.

E’ quanto ha in mente di realizzare a Reggio Emilia, nella frazione di Puianello, la cooperativa sociale Papa Giovanni XXIII presieduta da Matteo Iori. Una realta’ che gia’ organizza centri di ascolto, partecipati ad oggi da una sessantina di persone tra Modena e Reggio Emilia. Da Iori arriva inoltre una sollecitazione al Comune di Reggio in cui, nonostante la meritoria battaglia (anche legale rischiando cause potenzialmente milionarie) con i gestori delle sale gioco, la situazione e’ ancora a luci e ombre.

Se infatti, recependo la normativa regionale, l’amministrazione ha mappato tutti i luoghi “irregolari” perche’ ubicati a meno di 500 metri da luoghi “sensibili”, come scuole, oratori, chiese e ospedali, non risultano alla cooperativa ancora partite le ordinanze per imporre ai gestori di – entro un anno – chiudere gli esercizi o delocalizzarli. “C’e’ un ritardo”, sottolinea Iori. In sala del Tricolore, invece e’ ferma da quasi due anni la discussione della proposta del nuovo regolamento del gioco d’azzardo, avanzata dal Movimento 5 stelle.