Paolo Bertani, l’apprendista che studia da Tarabelloni foto

Intervista al vicepresidente della Giac Casalgrande, dirigente-praticante che segue i passi del veterano alla guida della Casalgrandese. “Mi ha insegnato molto e ho ancora molto da imparare. Fiero della mia Giac: avanti oltre ogni ostacolo”

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CASALGRANDE (Reggio Emilia) – L’idea che diventa risorsa per la comunità. La passione senza limiti applicata alla vita di ogni giorno. La Giac Casalgrande incarna a pieno questi valori, una piccola realtà che cresce a dismisura, superando ostacoli e avversità.

A capo di questa società, con sede a Salvaterra, troviamo diversi ragazzi brillanti, giovani dirigenti che si stanno facendo apprezzare per metodo di lavoro e per lo stile inconfondibile. Abbiamo incontrato uno delle colonne per presentarvelo meglio: parola a Paolo Bertani, imprenditore impegnato nel terziario che ha deciso di dedicare ore del proprio tempo alla comunità attraverso la Scuola calcio.

Bertani, Pierluigi Tarabelloni mi ha detto che sei il “nuovo” Pierluigi Tarabelloni. Come giudica questa affermazione? Possiamo etichettarlo come complimento?
Sono onorato (ride). Pierluigi è esemplare per impegno e per dedizione. Sto cercando di imparare da lui, ha molto da trasmettere a noi nuovi dirigenti del calcio locale. Stiamo parlando di una persona che lavora a bordo campo da tantissimi anni, la sua esperienza è sempre stata una grande risorsa per noi della Giac e di questo siamo molto felici.

Quindi l’etichetta di “apprendista-Tarabelloni” può andare?
Certamente. Spero di essere all’altezza.

Parliamo di quello che oggi è cosa concreta. Il problema strutture è finalmente risolto
Abbiamo la palestra di Salvaterra con i due campi di Salvaterra, inoltre abbiamo sempre le strutture della Casalgrandese che, fino ad oggi, non ci ha mai negato una mano.

Oggi siete una realtà solida. A chi facciamo il ringraziamento più grande?
Sicuramente è doveroso ringraziare Marco Cassinadri, vicesindaco di Casalgrande e assessore allo sport. Una persona incredibile, non ci ha mai lasciato soli e ci ha guidato nei momenti di maggiore difficoltà. Quello che facciamo è molto importante per la comunità, nel nostro piccolo cerchiamo di offrire possibilità concrete ai ragazzi e alle loro famiglie. La Giac è sempre aperta, siamo pronti a valutare nuove idee e a integrare col gruppo nuovi dirigenti volenterosi.

L’area tecnica è sempre gestita da Alessandro Cocchi, responsabile di altro livello
Persona speciale. Ama il calcio e cerca di trasmettere ai nostri giovani tutta la sua passione. Cocchi è il nostro punto di riferimento in campo.Una grande risorsa per tutti gli allenatori.

La grande novità riguarda la prima squadra, non è una notizia da poco
Sono sincero, inizialmente avevamo dei dubbi, ma poi, con l’innesto in squadra di Nicola Palumbo, siamo stati contagiati dalla sua voglia di fare e di costruire. Non nascondo che è molto impegnativo, ma facciamo tutto per dare spazio ai ragazzi della piazza che intendono continuare l’attività anche dopo aver svolto il percorso con le giovanili. Per adesso ci divertiamo, col tempo vedremo.

Sempre continuo il dialogo con le grandi del club
Grazie a Pierluigi Tarabelloni siamo riusciti a costruire rapporti importanti con tanti club di prima fascia. I nostri ragazzini iniziano con la Giac ma poi hanno la possibilità di prendere strade diverse. Noi vogliamo solo il meglio per i nostri tesserati. Col Sassuolo abbiamo una sorta di amicizia di lunga data, sono stati i primi a contattarci e a presenziare agli allenamenti. Abbiamo anche altre collaborazioni, rapporti che cercheremo di intensificare col tempo.

Una società che guarda avanti anche grazie al volontariato
Ai volontari, agli amici e ai sostenitori va il mio grazie più grande. Se siamo riusciti ad arrivare fin qui è solo merito del gruppo, non dei singoli. Oggi abbiamo la possibilità di crescere e di strutturarci, dobbiamo fare del nostro meglio.

Gli iscritti non mancano, i campi da calcio nemmeno. La qualità umana è tanta. Nel 2019? Che obiettivi abbiamo?
Abbiamo bisogno di nuovi spogliatoi per rendere l’attività migliore. Ormai non siamo più una piccola Scuola calcio con 2 squadre, siamo una realtà che coinvolge centinaia di persone e abbiamo bisogno di strutture adeguate. Stiamo lavorando con Cassinadri e con tutti i dirigenti per trovare una soluzione.

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