Luzzara, stroncato lo spaccio di droga nella Bassa

Due fratelli marocchini di Villarottta, clandestini e disoccupati, sono finiti nei guai. Uno è stato arrestato e l'altro è stato fermato

LUZZARA (Reggio Emilia) – Funzionavano come un mercato ambulante, ma anziché operare nelle piazze e nel cuore dei paesi, spacciavano droga a bordo di un’auto, dando appuntamento ai propri clienti in aperta campagna. Al termine di un’indagine durata un paio di mesi, gli agenti del Corpo di polizia municipale “Bassa reggiana” hanno posto fine all’attività illecita di due fratelli di nazionalità marocchina domiciliati a Villarotta, entrambi clandestini e disoccupati.

L’operazione si è concretizzata grazie alla decisiva collaborazione dei cittadini, che da settimane avevano segnalato agli agenti i via-vai sospetti che avvenivano in campagna e negli ultimi giorni sono stati determinanti gli appostamenti messi in atto dagli agenti stessi, che hanno potuto beneficiare dell’ospitalità dei residenti, pronti a mettere a disposizione case, giardini e fienili per scattare fotografie da lontano. Negli ultimi tempi l’esasperazione dei cittadini aveva raggiunto il culmine, con i due spacciatori che spesso attraversavano anche proprietà private durante le loro scorrerie.

A finire nei guai, i fratelli E.A. di 45 anni e E.A. di 25: il più giovane è stato arrestato in flagranza, il secondo è stato sottoposto a fermo in quanto “indiziato di delitto” e considerato a rischio di fuga. Due in particolare le zone nelle quali agivano i due spacciatori: via Veniera, la lunga strada di campagna che da San Girolamo si collega a Brugneto e la zona delle Tullie, tra Reggiolo e Rolo, al confine con la provincia mantovana.

I due fratelli avevano messo in piedi una fiorente attività che li ha portati ad avere circa 150 clienti, provenienti da un po’ tutta la bassa reggiana e in parte anche da quella mantovana. Basti pensare che nella giornata di ieri, in sette ore gli otto telefoni sequestrati ai fratelli hanno ricevuto addirittura 900 chiamate, a dimostrazione della grande richiesta di droga proveniente dal territorio. I due, in particolare, smerciavano cocaina e hashish, e i contatti con la clientela avvenivano attraverso chiamate telefoniche ma anche via WhatsApp e Facebook. In media, riuscivano a compiere circa 60 cessioni al giorno, con punte di 100 nel weekend.

A seconda dell’orario, ai clienti veniva dato appuntamento in questa o quella strada di campagna, con lo scambio che avveniva dai finestrini delle auto, senza nemmeno scendere. Questo è stato uno degli aspetti che ha attirato l’attenzione dei residenti che spesso, lungo strade secondarie, incappavano in “colonne” causate proprio dall’auto degli spacciatori (erano in possesso di due mezzi, entrambi intestati al più vecchio in passato) che si arrestava in mezzo alla carreggiata per mettere a segno l’affare.

L’operazione si è concretizzata nella giornata di ieri. Gli agenti – che si sono avvalsi della collaborazione dell’unità cinofila della polizia municipale dell’Unione dei Comuni Appennino Reggiano – hanno arrestato in flagranza il fratello 25enne, che è stato trovato in possesso di vari telefoni e contanti per oltre 5mila euro. Per il fratello 45enne – al quale in passato era stato revocato il permesso di soggiorno per reati di spaccio – è scattato invece il fermo. Entrambi si trovano in carcere, in attesa della convalida.

Gli agenti stanno ora cercando di ricostruire il quadro completo della clientela dei due fratelli: tra questi molti sono giovani, che contattavano i fornitori e programmavano l’appuntamento.