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L’ultimatum della Ue: “Deviazione senza precedenti, Italia risponda entro lunedì”

Nella missiva si sottolinea "un non rispetto particolarmente serio con gli obblighi del Patto". Conte: "Il nostro Paese è in buona salute, fondamenti sono saldi". Tria: "Spero di avvicinare le posizioni". Spread chiude a 327, top da oltre 5 anni

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REGGIO EMILIA – Dura lettera di Bruxelles all’Italia sulla manovra: “Il bilancio italiano mostra una deviazione senza precedenti nella storia del Patto di stabilità, dovuta ad una espansione vicina all’1% e ad una deviazione dagli obiettivi pari all’1,5%”, scrive la Commissione Ue, che sottolinea “un non rispetto particolarmente serio con gli obblighi del Patto”. Poi l’ultimatum: il Governo dia una risposta ai rilievi entro lunedì 22 ottobre.

Replica da Bruxelles il premier, Giuseppe Conte, convinto non sia alcuna deviazione. “Forse si riferiscono al valore assoluto. Ma noi già dovevamo partire da un riallineamento all’1,2%, più le clausole Iva si andava al 2%. Dal 2% al 2,4% è smentito che si stratti di una deviazione senza precedenti”, afferma in conferenza stampa dopo il vertice europeo.

“L’Italia – ha aggiunto – deve crescere, l’Italia gode di buona salute, mi rendo perfettamente conto che c’è tensione nei mercati, ma i fondamentali dell’economia sono saldi”, il nostro Paese “è un soggetto in buona salute, e noi non possiamo che auspicare l’avvio di percorso che ci vede seriamente disponibili al dialogo” con la Commissione Ue.

Il ministro dell’Economia, Giovanni Tria, che oggi ha incontrato a Roma il commissario Pierre Moscovici, ha auspicato che le posizioni con l’Ue si possano avvicinare. “Abbiamo ricevuto la lettera con le osservazioni della commissione – ha detto -. Si apre quello che abbiamo definito un dialogo costruttivo partendo da valutazioni diverse sulla nostra politica economica. Abbiamo constatato queste valutazioni diverse, riteniamo di dovere approfondire le nostre spiegazioni delle ragioni della nostra politica, di far conoscere meglio alla commissione le riforme strutturali che porteremo avanti con la legge di bilancio e quindi di poter avvicinare speriamo le nostre posizioni”.

Secondo Moscovici, “l’Italia ha diritto di scegliere le sue priorità di bilancio, di mettere l’accento sulla lotta alla povertà, la Commissione non interferirà su queste scelte che sono legittime” ma “abbiamo tre domande da rivolgere al governo italiano: la prima è come finanzierà le spese nuove annunciate, chi pagherà la fattura delle spese supplementari non finanziate”. L’altra domanda è sul percorso per il calo del debito, la terza, la mancata convalida dell’Upb.

La Commissione, ha aggiunto il commissario, “non è contro l’Italia, non è un avversario dell’Italia. E’ l’arbitro sul campo, la persona che fa rispettare le regole del gioco”. Lo ha detto il commissario agli Affari economici, Pierre Moscovici, al termine dell’incontro al Mef con il ministro dell’Economia, Giovanni Tria. Le regole, ha aggiunto, “sono strumenti che permettono agli Stati di lavorare insieme”. Sono state “adottate in modo democratico”, anche dall’Italia, e “si applicano a tutti con equità e giustizia”.

“Siamo in disaccordo, ci sono valutazioni divergenti – ha detto ancora – ma dobbiamo gestire questo disaccordo con sangue freddo, restando all’interno delle regole comuni”.
A Bruxelles il clima è gelido. Merkel invita Roma a dialogare, mentre Juncker avverte che non ci sarà altra flessibilità. ‘Nessuna comprensione per l’Italia’, e attacca il cancelliere tedesco Kurz.

Durante l’Eurosummit il premier Conte ha presentato il progetto di bilancio italiano “con passione”. Ora esamineremo il documento senza “alcun pregiudizio negativo. Sarà esaminato con la stessa flessibilità e rigore come per tutti gli altri. Ci sono 5-6 Paesi a cui chiederemo ulteriori chiarimenti”, ha detto il presidente della Commissione Ue al termine dell’Eurosummit. “Non è nostra intenzione” aggiungere flessibilità a flessibilità per l’Italia.

“Non abbiamo nessuna comprensione” per le politiche finanziarie “dell’Italia, “ci aspettiamo che il governo rispetti le regole”, ha affermato il cancelliere austriaco. “Non siamo i soli a pensarlo, anche molti altri Paesi” appoggiano la Commissione nel chiedere “il rispetto delle regole” comunitarie, ha sottolineato il cancelliere. “I criteri di Maastricht valgono per tutti – ha detto Kurz -. In Austria di sicuro non pagheremo per il debito di altri”.

Lo spread vola a 327: la borsa di Milano perde l’1,89%
Il differenziale di rendimento fra Btp decennale e bund chiude a 327 punti base, ai massimi dal marzo 2013. Il tasso sul titolo italiano è al 3,67%, livello mai toccato da inizio 2014.

La Borsa di Milano chiude in calo. Il Ftse Mib ha perso l’1,89% a 19.087 punti finendo sui minimi di seduta (e a livello dei minimi da aprile 2017) mentre il listino si appesantiva anche per effetto delle rinnovate tensioni sui titoli di Stato. Seduta nervosa a Milano e incerta in tutta Europa, frenata in avvio dalla debolezza dei mercati asiatici e poi segnata da continui cambi di direzione mentre in Ue si discute della manovra e il Movimento Cinque Stelle parla di un testo manipolato del decreto fiscale.

Il settore bancario è ancora sotto pressione e paga l’acuirsi delle tensioni sui titoli di Stato. Il Ftse Mib resta sui minimi da aprile 2017, sulla soglia dei 19mila punti (-1,89% a 19.087) con lo spread che si allarga fino a 327 punti. Banco Bpm è maglia nera tra le banche (-5,7%) con gli hedgefund che si scatenano e aumentano le loro posizioni corte sul titolo: dal 17 ottobre Marshall Wace e WorldQuant detengono una posizione ribassista del 4,18% e dello 0,59%, nelle sedute precedenti hanno costruito le loro anche AHL (1,19%) e AQR (1,01%). Deboli anche Finecobank (-4,6%), Unicredit (-3,4%), Intesa Sanpaolo (-3,3%), Ubi che alla vigilia dell’assemblea sulla governance cede il 3,3%, Banca Mediolanum (-2,5%), Banca Generali (-2,5%) e Bper (-2,16%).

Sul listino da segnalare la debolezza di Mediaset (-4,08%) mentre ha tenuto Tim (+0,7%). In Europa lo Stoxx 600 ha cancellato i guadagni della prima parte di seduta lasciando lo 0,5% in scia al calo di Wall Street che ha penalizzato industriali e tecnologici. I titoli delle costruzioni sono bersagliati dagli ordini in vendita dopo che HeidelbergCement ha inaspettatamente tagliato le sue guidance sull’ebitda e in Piazza Affari questo ha pesato su Buzzi Unicem (-6,4%

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