La Fiom: “Ci siamo difesi, ma a suon d’accordi”

Tute blu a congresso: firmati ad oggi 128 contratti integrativi

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REGGIO EMILIA – Nonostante la crisi che ne ha ridotto gli iscritti, la Fiom ha continuato in questi anni ad essere un baluardo per i diritti dei lavoratori metalmeccanici della provincia di Reggio Emilia. E’ quanto rivendica la relazione del segretario uscente Sergio Guaitolini tenuta oggi al congresso provinciale del sindacato di categoria che continua domani al centro Malaguzzi.

Un intervento in cui Guaitolini ha rilanciato anche le sfide del sindacato al nuovo Governo, tra cui la “ferita aperta” del sistema pensionistico e il confronto – che vede l’organizzazione contraria – su decreto sicurezza, voucher agricoli e flat tax. Nel dettaglio dei numeri elencati, la Fiom reggiana ha subito negli ultimi anni un lieve calo dei tesserati, passati dai 15.705 del 2016 ai 15.570 dell’anno scorso.

Inoltre, nell’ultimo quadriennio, prosegue Guaitolini, “la contrattazione aziendale di secondo livello positiva ha subito una contrazione ed e’ cresciuta quella a carattere difensivo”. Questo, “insieme alle fusioni che hanno riguardato alcune importanti aziende provinciali, ha determinato un calo del numero dei contratti aziendali siglati, ma senza ridurne il numero dei lavoratori coperti”.

Ad oggi sono infatti vigenti sul territorio 128 contratti aziendali che riguardano 19.700 lavoratori, pari al 55% dei 35.000 addetti del settore metalmeccanico. Non solo. Negli ultimi due anni la Fiom ha firmato 72 accordi aziendali che hanno dato copertura contrattuale a 15.437 addetti, che hanno portato, tra l’altro, ad aumenti salariali fissi con una media di 42 euro mensili, mantenimento del premio di risultato, accordi sulla videosorveglianza, sul welfare aziendale e sulla stabilizzazione dei lavoratori assunti con contratti di somministrazione (circa 400 da a gennaio 2017 a settembre 2018, che ora hanno un contratto a tempo indeterminato).

Guaitolini tocca anche il tema della rappresentanza sindacale ricordando che nel 2015 “pur sapendo che siamo presenti per l’85% nelle aziende della provincia, abbiamo consegnato i numeri delle nostre rappresentanze alla Direzione territoriale del Lavoro. Ma dopo tre anni nulla e’ stato ancora certificato e nessuno, a parte noi, sembra interessato a che cio’ avvenga”. Per questo si auspica “un intervento del legislatore che dia garanzia sugli accordi sindacali, che devono essere firmati solo da chi ne ha titolo per evitare l’applicazione di pseudocontratti nazionali che vanno a discapito dei lavoratori”.

Infine, il segretario della Fiom, commenta il processo Aemilia contro la ‘ndrangheta che si avvia in questi giorni a conclusione. “Ha dimostrato che quando la malavita crea affari, profitto e magari anche lavoro, trova soggetti disposti ad ad adeguarsi al business. Questo impegno contro lo sfruttamento del lavoro e la concorrenza sleale alle aziende sane, deve continuare per il sindacato al di la’ dell’esito del processo”.

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