Il Gattatico rafforza il settore giovanile con Maiellaro foto

La società del presidente Carmine Salvati ha ingaggiato uno degli allenatori più competenti del distretto. L’ex Arsenal e Inter Club: “Ringrazio la società per avermi scelto: farò di tutto per aiutare il club a crescere”

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GATTATICO (Reggio Emilia) – La società del presidente Carmine Salvati ha le idee chiare: crescere su tutti i fronti, con priorità al settore giovanile e alle strutture. La strada per alzare il livello della Scuola calcio passa obbligatoriamente dal parco allenatori: per fabbricare ragazzi di qualità, sotto tutti gli aspetti, occorrono allenatori preparati e pronti a fare i conti con tutte le difficoltà legate a questo difficile mondo.

A settembre il direttore Paolo Euripide ha rafforzato il settore giovanile inserendo il conosciutissimo Massimo Maiellaro, allenatore che ha sempre lavorato in club importanti di Parma. Tante esperienze: Arsenal, Paradigna, Inter Club e Montebello prima di passare il fiume Enza per sposare il progetto-Gattatico. Abbiamo incontrato l’allenatore per conoscerlo meglio.

Mister, come giudica questo primo approccio in questa nuova piazza?
Sono molto soddisfatto, è una piazza piccola ma la società è molto ambiziosa. Il presidente è scatenato: lavora sodo per assicurare strutture funzionali e progetti seri a tutta la comunità sportiva del comune. Inoltre ho la possibilità di lavorare col mio collega Paolo Euripide, una persona stupenda che ama lavorare nel calcio giovanile.

Come è arrivato al calcio?
Ho giocato in due importanti società di Salerno prima di iniziare la carriera da arbitro. Con la casacca gialla e il fischietto sono arrivato fino al campionato d’Eccellenza. Dopo qualche anno ho iniziato a studiare e a prepararmi per diventare allenatore: volevo lavorare nella Scuola Calcio. Negli ultimi tredici anni ho sempre allenato nel parmense, oggi sono alla prima avventura a Reggio Emilia. Mi diverto, sono fiducioso. Farò il possibile per ripagare la società.

Tredici anni nel calcio giovanile. Una lunga esperienza che le permette di esprimere giudizi mirati
Sostanzialmente il calcio giovanile emiliano è molto sano. Cosa dobbiamo risolvere? A volte genitori e famigliari si lasciano trasportare, dopo qualche gol nei campionati provinciali iniziano a credere di avere un pallone d’oro in casa. Dal mio punto di vista i ragazzini devono impegnarsi e divertirsi, ma con serenità. Dobbiamo imparare da alcune realtà estere, dove è tutto diverso. Altra cosa: allenare i giovani è difficile, servono competenze. Io faccio tanti corsi di formazione, studio in continuazione perché sono consapevole di avere a che fare con bambini e ragazzi che hanno bisogno di competenze e metodo. Ai tanti allenatori di questo modo consiglio di non abbandonare mai l’aspetto formativo. Studiare e fermarsi a ragionare è importante.

Parliamo della squadra classe 2005, dei Giovanissimi che allena
Sono dei ragazzi formidabili: hanno qualità tecniche ma sono anche una squadra affiatata. I ragazzi mi hanno colpito perché si allenano sempre con molto impegno. Al momento ho sensazioni positive sul gruppo ma non voglio sbilanciarmi.

Dirigenti e colleghi l’hanno accolta al meglio
Sono tutti molto disponibili, dal custode al presidente. Una bella famiglia che ama il calcio. Ringrazio tutti per avermi accolto, il progetto è ambizioso ed io voglio dare il mio contributo.

In ultimo, lei è di Salerno, mentre il presidente è di Napoli, a Gattatico non manca l’aria di derby…
Purtroppo non ho ancora avuto modo di andare fuori a cena col presidente, mi dicono sia uno dei più grandi tifosi del Napoli della zona. Io tifo Salernitana da sempre, è la mia squadra del cuore. Forse è meglio non farglielo sapere, altrimenti mi esonera prima di Natale.

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