Esplosione all’ex inceneritore, muore un operaio

L'esplosione di un silos ha provocato il decesso di un 42enne originario della Sardegna

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REGGIO EMILIA – L’esplosione di un silos di contenimento olii esausti nell’ex inceneritore Iren di via dei Gonzaga, a Sesso, ha provocato la morte di un operaio. Stamattina alle 8.30 erano in corso dei lavori intorno all’impianto quando si è verificata la deflagrazione.

La vittima è un operaio originario della Sardegna di 42 anni, Silvio Sotgiu, che da tempo vive a Reggio, dipendente della ditta Pellicciari srl. L’esplosione sarebbe avvenuta mentre stava saldando su un cestello a cinque metri d’altezza. Secondo quanto afferma Iren il silos sarebbe stato vuoto.

Sul posto sono arrivati i sanitari del 118, con automedica e ambulanza, e i vigili del fuoco, ma l’operaio era già morto. Ci sono anche carabinieri e la polizia che si sta occupando dei rilievi con gli uomini della Scientifica. Sul posto anche la medicina del lavoro per chiarire i contorni della tragedia.

Interrogazione del M5S
Con una interrogazione al Comune il Movimento 5 stelle di Reggio Emilia chiede conto del piano per la sicurezza adottato da Iren per l’area dell’ex inceneritore di Cavazzoli, dove questa mattina e’ esploso un silos uccidendo un operaio. Esprimendo “profondo cordoglio” per la vittima dell’incidente e ammonendo che l’episodio “deve portare tutti ad una seria riflessione”, i consiglieri comunali pentastellati Alessandra Guatteri e Norberto Vaccari chiedono in dettaglio all’amministrazione- socia della multiutility- di verificare le condizioni di sicurezza sul lavoro dell’impiantistica dell’ex inceneritore.

“Alla magistratura spettera’ il compito di indagare se si e’ trattato di una tragica fatalita’ o ci sono state negligenze, ma trattandosi della piu’ importante partecipata del Comune occorre che la comunita’ come i lavoratori che operano nel sito siano informati”, commentano i consiglieri. I 5 stelle chiedono inoltre se “esiste un piano per smantellare l’ex inceneritore e riconvertire il plesso sito a ridosso del centro abitato di Cavazzoli” e quale sara’ il futuro dell’area. Su questi temi pero’, Guatteri e Vaccari auspicano una “riflessione seria e pacata: lo dobbiamo a questo operaio”.

La vittima

Silvio Sotgiu

Il cordoglio di Iren e del sindaco
Il presidente di Iren Paolo Peveraro (presente oggi sul posto) e tutta l’azienda esprimono in una nota il loro cordoglio ai familiari del lavoratore deceduto nell’incidente sul lavoro avvenuto questa mattina nell’impianto di trattamento chimico-fisico di Reggio Emilia. L’uomo, dipendente di una ditta esterna, mentre stava effettuando un lavoro di manutenzione su di un silos adibito allo stoccaggio dei reflui industriali e’ stato sbalzato dalla piattaforma sulla quale lavorava a seguito di un’esplosione, le cui cause sono ancora in corso di accertamento.

Il sindaco Luca Vecchi e l’amministrazione comunale di Reggio Emilia, esprimono “con profondo dolore” cordoglio alla famiglia e ai colleghi di Silvio Sotgiu, l’operaio di 42 anni che ha perso la vita nello scoppio di un silos nell’ex inceneritore Iren di Cavazzoli. “In attesa che le autorita’ competenti accertino le cause e la dinamica di quanto accaduto- prosegue una nota di piazza Prampolini- resta l’amara constatazione di una nuova ‘morte bianca’, il decesso di una persona intenta a svolgere il proprio lavoro”. Una circostanza “gia’ per questo grave anche sul piano sociale, che non dovrebbe realizzarsi mai e che non si deve ripetere in nessun ambito”.

Il sindacato di base Sgb: “Episodio frutto degli appalti al massimo ribasso”
Un episodio che per il sindacato di base Sgb – che si associa alle condoglianze – e’ frutto della “precarizzazione sostenuta dal meccanismo degli appalti, spesso assegnati con il criterio del massimo ribasso, in cui, purtroppo, l’elemento della sicurezza nei luoghi di lavoro non sempre e’ una garanzia e una certezza”. Il sindacato rilancia quindi lo sciopero generale indetto per il 26 ottobre, a sostegno di una piattaforma in cui “la sicurezza dei luoghi di lavoro e’ un punto cruciale”.

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