Cgil, turbolenze sulla candidatura di Landini: ritirato l’odg ostile

La minoranza, che qui a Reggio ha silurato Mora, ha presentato un ordine del giorno critico contro la Camusso, che poi ha ritirato. Se ne riparlerà in novembre

REGGIO EMILIA – La Cgil reggiana è nel caos, dopo il siluramento di Mora, ma le turbolenze dentro al sindacato fanno ballare anche un altro reggiano, ovvero Maurizio Landini, ex segretario nazionale della Fiom (Mora lo è stato a livello provinciale) e candidato designato da Susanna Camusso a succederle alla guida del sindacato nazionale. Scelta ribadita ieri dalla Camusso durante il direttivo nazionale, ma osteggiata da una parte del sindacato, che corrisponde più o meno alla stessa di quella che, a livello provinciale, ha bocciato la ricandidatura di Mora.

Il tentativo di assalto al “compagno Landini” era avvenuto nel pomeriggio, dopo la relazione della Camusso, in un ordine del giorno firmato dai segretari di Fillea (edili), Filctem (chimici), Slc (Telecomunicazioni) e Spi (pensionati), oltre ai segretari di Emilia Romagna e Lazio in cui si prende “atto che la segreteria nazionale non è stata in condizione di avanzare una proposta unitaria sulle caratteristiche, sui criteri del progetto e del percorso di rinnovamento del gruppo dirigente e del segretario generale coerente con il mandato ricevuto” e si ritiene che “allo scopo di evitare inedite rotture il percorso per l’elezione del segretario generale sia pienamente affidato alle regole e alle sedi previste dallo Statuto e dai regolamenti che definiscono la democrazia della Cgil”. Sono i sostenitori di Vincenzo Colla, il potenziale sfidante di Landini la cui candidatura, tuttavia, non è mai stata ufficializzata.

Poi altri dirigenti vicini a Camusso (Baseotto, Scacchetti, Fracassi, Martini, Dettori, Massafra) hanno presentato un altro odg che approvava la relazione della segretaria generale, respingendo le “narrazioni del dibattito interno alla Cgil che mirano a rappresentare un’organizzazione ferma e ingessata sull’articolazione delle posizioni che avevano segnato i due precedenti congressi, insinuando così l’idea di una Cgil incapace di produrre al proprio interno sintesi unitarie più avanzate” e respingendo anche “il tentativo di descrivere il nostro dibattito congressuale come la contrapposizione tra sostenitori di questo o quello schieramento politico, tra filo governativi e filo opposizione”.

Sono le 18. Ci sono ancora 23 iscritti a parlare. E dopo ci sarebbe la conta. A questo punto, inaspettatamente, i presentatori del primo ordine del giorno, quello di ‘opposizione’, decidono di ritirarlo. Il direttivo della Cgil sul congresso e l’indicazione del nuovo segretario generale viene quindi riaggiornato alla prima data utile: probabilmente nel prossimo fine settimana, o eventualmente in quello successivo, dal momento che dal 5 al 10 novembre si svolgono i vari congressi e la segreteria è impegnata sul territorio.