Cgil, Fisac e Filctem: “Congresso, non c’è stato nessun complotto”

Le due categorie: "Legittimo il voto contro Mora, sapeva di rischiare"

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REGGIO EMILIA – Nessuna irregolarita’ o “congiura di palazzo” si e’ consumata mercoledi’ scorso a Reggio Emilia, quando nel 18esimo congresso provinciale della Cgil l’assemblea generale ha bocciato clamorosamente a scrutinio segreto (66 i voti a favore, 75 quelli contro, ndr) la rielezione Guido Mora alla guida della Camera del lavoro provinciale. Una doccia gelata per il segretario uscente, che dal palco si e’ sfogato chiamando “farabutti” chi lo ha silurato nel segreto dell’urna, gettando di fatto nel caos il principale sindacato reggiano che conta oggi circa 112.000 iscritti.

I segretari di due categorie della Cgil additate come responsabili del “tradimento” pero’ non ci stanno e oggi rompono il silenzio per ribadire le loro ragioni. Si tratta di Gregorio Villirillo (segretario dei bancari della Fisac) e Vittorio Venezia (a capo del sindacato dei lavoratori della chimica Filctem) che evidenziano come la possibilita’ che Mora non fosse rieletto, nonostante fosse l’unico candidato, era ben nota dall’inizio anche al diretto interessato. In premessa i due sindacalisti ribadiscono la “piu’ assoluta regolarita’ e trasparenza” nelle votazioni in tutti i momenti del congresso, compreso quello relativo all’elezione dell’assemblea generale, che e’ dunque “pienamente legittima e nel pieno delle proprie prerogative politiche e statutarie”.

È “la democrazia rappresentativa che in Cgil viene esercitata secondo regole che non lasciano dubbi in materia di trasparenza, di democrazia e di esercizio politico dei mandati. Quindi nessun caos, nessun abuso, nessuna irregolarita’”, sottolineano Venezia e Villirillo.

Per quanto rigurda poi la proposta di candidatura di Guido Mora avanzata dai centri regolatori, vale a dire gli organismi nazionali e regionali della Cgil, “e’ stata respinta con voto segreto (unica modalita’ di voto prevista dallo statuto). Un voto legittimo che va accolto e rispettato sempre, qualunque sia stato il suo esito”. Occorre chiarire, proseguono gli esponenti della Cgil reggiana “che l’incertezza sul risultato del voto era nota, ulteriormente riaffermata, prima ancora che il congresso si chiudesse sia ai centri regolatori, sia al candidato che ha scelto comunque di candidarsi. Cosi’ come era noto che la sintesi trovata per un unica lista per l’elezione dell’assemblea generale non comportava nessun accordo sulla rielezione del segretario”.

Dunque “che il voto segreto possa spostare gli equilibri da una parte o dall’altra e’ cosa possibile ed assolutamente legittima, e’ la liberta’ della persona che viene esercitata”. Quanto alla candidatura di Mora “la scelta di procedere al voto puntando ad una risicata maggioranza e’ a nostro giudizio una scelta politica non opportuna per nessuno, su cui occorreva discutere preventivamente al fine di ricercare tutti quanti insieme le modalita’ per nuova gestione unitaria dopo la rottura del 2015”. In questo momento comunque “i toni utilizzati e le dichiarazioni di questi giorni non portano a nulla di costruttivo”.

Stigmatizzando quindi “la ricerca di colpevoli che hanno tradito il mandato” e ribadendo che “non esistono collegamenti con le questioni sindacali nazionali”, Venezia e Villirillo auspicano che nella Cgil reggiana si possa ora “ricomporre un governo unitario possibilmente con una ampia base di consenso ed in tempi brevi”. Ma sempre “nel rispetto delle regole democratiche” del sindacato.

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