Cgil, il congresso non rielegge Mora. Lui è furente: “Farabutti”

Sessantasei i voti favorevoli alla proposta e 75 i contrari. Un chiaro messaggio a Landini, candidato alla segreteria nazionale

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REGGIO EMILIA – Guido Mora non è stato rieletto segretario della Cgil al 18esimo congresso del sindacato. L’assemblea generale eletta dal Congresso, composta da 144 membri, ha respinto la sua candidatura avanzata dai centri regolatori. Sessantasei i voti favorevoli alla proposta, settantacinque i contrari. L’assemblea generale dovrà essere ora riconvocata.

Durissime le parole dal palco del segretario uscente: “Ringrazio i farabutti che sono in assemblea generale, oggi è il mio 25 Aprile personale. Si tratta della liberazione da un impegno che credo di aver svolto con devozione. Buona fortuna, perché ne avrete bisogno”.

La mancata elezione di Mora è un fatto clamoroso, perché non era mai accaduto che una candidatura avanzata dai centri regolatori venisse bocciata. Va detto che Mora era stato eletto, quattro anni fa, con una maggioranza risicata e che, a suo tempo, la Camera del lavoro si era divisa in due mozioni. Evidentemente, in questa fase, il segretario in carica ha perso un pezzetto di questa maggioranza. Di fatto è rimasta con lui la Fiom e poco altro. Questo per quanto riguarda la chiave di lettura locale.

A livello nazionale la bocciatura di Mora, a Reggio Emilia, città di Maurizio Landini, ex segretario nazionale della Fiom e candidato alla segretaria nazionale (recentemente ha ricevuto anche la benedizione della Camusso, ndr), potrebbe suonare come un campanello d’allarme anche per il quadro nazionale. A Reggio, città dove la Fiom è fortissima, la candidatura di un uomo vicino a Landini non passa.

Evidentemente l’ex segretario nazionale della Fiom, vicino a Rifondazione e alla sinistra più radicale, viene considerato troppo di sinistra qui a Reggio. E’ un voto, quello reggiano, che può essere visto a favore del piacentino Vincenzo Colla, vicino a Bersani e a Mdp. Ma potrebbe anche essere, indirettamente, una sconfessione da parte dell’assemblea del sindacato come soggetto politico, idea rivendicata ieri dal palco da Guido Mora. Ora, in attesa, di una nuova assemblea generale, le opzioni sul campo sembrano essere due: il commissario, oppure un segretario pro tempore.

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