Azzardo, i reggiani si sono giocati un miliardo di euro

La perdita procapite è di 337 euro o di 792 euro a famiglia: Canossa è il Comune più virtuoso, mentre Reggiolo è maglia nera

REGGIO EMILIA – Tremano le vene e i polsi a leggere i dati delle puntate sul gioco d’azzardo nei 42 Comuni della provincia di Reggio Emilia. Numeri riferiti al 2017 e certificati dai Monopoli di Stato, diffusi oggi da Matteo Iori, presidente della cooperativa Papa Giovanni XXIII, che si e’ in questi anni accreditata come soggetto primario a livello regionale e nazionale nella lotta alle ludopatie.

In dettaglio l’anno scorso nella provincia reggiana sono stati giocati in totale 930 milioni e 252.000 euro. Di questi quasi 751 milioni costituiscono le “vincite” (o meglio la riduzione delle perdite) mentre la cifra di quanto definitivamente bruciato e’ di 179,3 milioni. Suddivisa per i 532.483 residenti del territorio provinciale equivale ad una perdita procapite (per ogni cittadino che non gioca c’e’ n’e’ uno che lo fa il doppio, ndr) di 337 euro o di 792 euro a famiglia.

Nella “classifica” dei Comuni piu’ o meno giocatori, quello piu’ virtuoso e’ Canossa, dove ogni abitante ha perso definitivamente 89 euro e ogni famiglia 201. La maglia nera del Comune in cui si gioca di piu’ in proporzione al numero degli abitanti va invece a Reggiolo, dove ogni cittadino ha giocato 5.902 euro nel solo 2017. Rispetto ai soldi persi definitivamente, quindi senza contare quelli che in qualche modo tornano indietro in vincite, ogni abitante di Reggiolo ha perso oltre mille euro (esattamente 1.053 euro). Considerando il numero delle famiglie reggiolesi la cifra persa nell’anno e’ stata di 2.842 euro per ogni nucleo familiare.

Passando ad esaminare la situazione del capoluogo, nel 2017 nel Comune di Reggio Emilia sono stati spesi 383,5 milioni di euro al gioco d’azzardo, di cui 314,5 milioni sono tornati indietro in “vincite” e i restanti 69 milioni sono sfumati per sempre. Le perdite del gioco d’azzardo quindi, equivalgono per fare un paragone a quasi alla meta’ del bilancio comunale del 2017 (pari a 165,5 milioni). Ogni abitante di Reggio nel 2017 ha giocato 2.237 euro e alla fine del gioco si e’ impoverito di 403 euro. Per quanto riguarda le famiglie reggiane si sono impoverite di 885 euro l’una.

Tra i giochi piu’ in voga nella provincia reggiana, al primo posto ci sono le slot machine (78,3 milioni persi) seguiti dalla Videolottery – macchinette piu’ “aggressive” che consentono puntate maggiori – (36,9 milioni) e al terzo posto i Gratta e Vinci (lotterie istantanee) e le lotterie tradizionali, alle quali i reggiani hanno perso oltre 20 milioni. Altri 17,5 milioni di euro li hanno persi al Lotto (e alla forma telematica del “10 e lotto” che prevede un’estrazione ogni 5 minuti) e quasi altri 10 milioni di euro (9,8) sono stati persi alle scommesse sportive. Insomma, dice Matteo Iori, “Si continua a giocare sempre di piu’ nella nostra provincia, con cifre altissime che dovrebbero aiutarci a riflettere sulla criticita’ di questa situazione”.

Normalmente, aggiunge il presidente della Papa Giovanni, “le persone giocano senza avere problemi, per svago e divertimento, saltuariamente e per pochi soldi. Pero’ alcune vedono nel gioco una scorciatoia per riuscire a risolvere i loro problemi economici, o per alienarsi da una vita complessa e faticosa. Quindi il gioco d’azzardo diventa uno strumento utilizzato nella speranza di risolvere problemi, che in realta’ aggrava solamente”.