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Aemilia, il M5S plaude alla Cassazione: “Duro colpo a ‘ndrangheta”

La Spadoni: "Saremo in aula a Reggio per la sentenza di primo grado"

REGGIO EMILIA – “Una sentenza storica che inferisce un duro colpo al cuore della ‘ndrangheta, da decenni ormai radicata sul nostro territorio”. E’ il commento di Maria Edera Spadoni, deputata del Movimento 5 stelle e vicepresidente della Camera, alla sentenza della Corte di Cassazione che nella tarda serata di ieri si e’ pronunciata sulle sentenze d’appello emesse con rito abbreviato per 46 imputati del processo Aemilia contro la ‘ndrangheta.

Secondo la parlamentare reggiana quanto decretato dai giudici -che hanno confermato 40 condanne, ridotto la pena a due imputati e disposto un nuovo processo per quattro- “ha infatti confermato l’impianto accusatorio del processo. Aspettiamo ora la sentenza del nuovo processo d’appello anche degli altri quattro imputati, tra cui l’ex consigliere comunale di Forza Italia a Giuseppe Pagliani”.

La “direzione giusta – prosegue Spadoni – e’ tracciata. Noi rappresentanti delle Istituzioni dobbiamo essere a fianco dei magistrati che stanno lavorando su questo processo importantissimo che ha visto compiersi la piu’ grande operazione della Direzione Antimafia contro la ‘ndrangheta nel nord Italia”. Un processo “cruciale seguito sempre dai giornalisti locali, ma che purtroppo non ha avuto, se non da parte di alcune testate, il giusto rilievo a livello nazionale”, sottolinea pero’ la pentastellata.
Comunque, fa sapere Spadoni, “lo Stato c’e'” e a questo proposito annuncia che una delegazione del M5s sara’ presente nell’aula bunker del tribunale di Reggio Emilia, dove e’ prevista agli inizi di novembre la lettura della sentenza di primo grado del processo in rito ordinario.

“Resta da sottolineare come ci sia ancora tanta strada da fare per il fatto che, dopo i numerosi arresti e le giuste sentenze, e’ fondamentale individuare chi potra’ subentrare nella gestione degli affari illeciti. Tutti noi dobbiamo fare la nostra parte per sradicare definitivamente questo cancro: fuori le mafie dalla nostra terra”, conclude Spadoni. Tornando alla sentenza della Cassazione, oltre a Pagliani affronteranno un nuovo processo anche Michele Colacino (che era stato condannato a quattro anni e otto mesi), Francesco Frontera (condannato a otto anni e 10 mesi) e Francesco Lamanna (12 anni). Questi ultimi due imputati saranno giudicati nuovamente per un solo capo di imputazione. Si aprono invece le porte del carcere per Marco Gibertini, giornalista reggiano condannato in entrambi i gradi a nove anni e quattro mesi per concorso esterno in associazione mafiosa, avendo supportato la strategia mediatica della cosca ‘ndranghetistica emiliana per screditare il prefetto di Reggio e le istituzioni locali.