Aemilia, 40 condanne definitive: processo da rifare per Pagliani

La Cassazione conferma l'impianto accusatorio del processo Aemilia. Per il politico di Forza Italia bisogna rifare il secondo grado. Pene confermate per il poliziotto Mesiano (8 anni e 6 mesi) e per il giornalista Gibertini (9 anni e 4 mesi)

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REGGIO EMILIA – La Cassazione conferma l’impianto accusatorio del processo Aemilia: sono 40 le condanne definitive, per quattro imputati – Giuseppe Pagliani, Michele Colacino, Francesco Frontera e Francesco Lamanna – ci sarà un nuovo processo d’appello, altri due imputati hanno visto ridursi la pena. Lo ha stabilito la quinta sezione penale della Cassazione, che ha anche accolto in parte i ricorsi delle parti civili, la regione Emilia-Romagna e i sindacati Cgil, Cisl e Uil.

Per Pagliani e Colacino si tratta di un annullamento in toto della sentenza d’appello, quindi bisogna rifare il processo di secondo grado. Per Frontera e Lamanna, invece, è stata confermata la responsabilità penale, ma è stata annullata la sentenza d’appello che riguarda un solo capo d’imputazione. Quindi, andrà rifatto il processo di secondo grado solo relativamente a quel capo d’imputazione.

Altri due imputati, Gianluca Crugliano e Michael Stanley Salwach, hanno visto ridursi la pena. Pene confermate invece per l’imprenditore reggiano Giovanni Vecchi (4 anni e 10 mesi) e per la compagna Patrizia Patricelli (4 anni e 10 mesi). Condanna confermata anche per l’ex poliziotto di Reggio Emilia di origine cutrese Domenico Mesiano (8 anni e 6 mesi). Conferma anche per il giornalista reggiano Marco Gibertini (9 anni e 4 mesi).

Ci sara’ dunque un nuovo processo in Corte d’Appello per Giuseppe Pagliani, esponente reggiano di Forza Italia coinvolto nell’inchiesta Aemilia contro la ‘ndrangheta. Il politico, accusato di concorso esterno in associazione mafiosa aveva scelto il giudizio con rito abbreviato ed era stato assolto in primo grado e condannato -a settembre dell’anno scorso- a quattro anni. Questa notte la corte di Cassazione ha pero’ stabilito che il processo di secondo grado e’ da rifare. Lo conferma alla ‘Dire’ il legale di Pagliani, Giovanni Tarquini, che spiega: “La sentenza e’ stata annullata. Ora gli atti ritorneranno alla Corte d’appello di Bologna dove si terra’ un altro processo in una sezione differente”.

Nel ricorso alla Suprema Corte, la difesa di Pagliani aveva contestato la violazione di quattro principi di diritto, uno dei quali (che sara’ esplicitato nella sentenza) e’ stato accolto dalla Cassazione nel suo giudizio di legittimita’. “Siamo tutti pronti a difendere Pagliani- conclude Tarquini- ma oggi i complimenti vanno all’avvocato Roberto Borgogno del foro di Roma che ha presenziato all’udienza”. La posizione di Pagliani e’ stata valutata insieme a quella di altri 45 imputati di Aemilia, che avevano scelto il rito abbreviato. Tra quanti avranno un nuovo processo anche Francesco Lamanna, ritenuto il referente della cosca Grande Aracri nel mantovano.

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