Vaccini, l’obbligo resterà: l’assessore Venturi lo aveva previsto

Ieri sera alla Festa dell'Unita' di Bologna, sul rinvio dell'obbligo vaccinale al vaglio del Parlamento, aveva detto: "Non credo che approveranno quell'emendamento"

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REGGIO EMILIA – Sergio Venturi lo aveva in qualche modo previsto. Interpellato ieri sera alla Festa dell’Unita’ di Bologna sul rinvio dell’obbligo vaccinale al vaglio del Parlamento, l’assessore alla Sanita’ dell’Emilia-Romagna aveva scommesso su un passo indietro della maggioranza alla Camera, dopo l’ok al Senato. “Non credo che approveranno quell’emendamento – aveva detto Venturi – Perche’ non sono cosi’ ottusi da andare contro il 95-98% della popolazione che ha vaccinato i propri bambini”. Una scelta confermata oggi dalla maggioranza gialloverde. “Se lo dovessero fare – aveva comunque precisato Venturi – negli asili nido di questa regione continuera’ a valere la nostra legge, ma io mi auguro che non sia necessario”.

E il Pd, incassata con “grande soddisfazione la clamorosa retromarcia della maggioranza” sui vaccini, guarda avanti. “Ora c’e’ la possibilita’ di affrontare in commissione e in aula una discussione sistemica, non un emendamento notturno nel Milleproroghe, su un tema su cui ricostruire una condivisione che si fondi sulle evidenze scientifiche, sulla fiducia nella scienza a difesa del primo interesse nazionale che e’ la salute pubblica”, dice il deputato Luca Rizzo Nervo, gia’ assessore comunale alla Sanita’ a Bologna.

Che spera in un confronto “possibilmente fuori da un ring artefatto fra fautori dell’obbligatorieta’ e fautori della facoltatativita’, ma nella piena consapevolezza dell’obiettivo comune di innalzare la copertura vaccinale a tutela di tutti i bambini, a partire da quelli piu’ fragili ed esposti che non possono, per ragioni mediche, vaccinarsi” Marco Di Maio, parlamentare dem, ricorda poi l’importanza della una lunga serie di interventi pro obbligo vaccinale dai vari rappresentanti del mondo della sanita’; hanno spinto nella direzione del dietrofront, dice ricordando di aver chiesto “personalmente prima della pausa estiva, nella mia qualita’ di segretario della commissione, che venissero convocati in audizione esperti della materia”.

E in commissione “persino il consulente della ministra Giulia Grillo, ha ammesso che togliere l’obbligo (nella condizione italiana) sarebbe un errore”. Salvare l’obbligo e’ “buonsenso” ma “attendiamo l’approvazione definitiva della modifica ma quel che conta di piu’ e’ che la ragione ha prevalso sulla follia, che la scienza ha vinto sull’ideologia, che hanno prevalso le ragioni delle famiglie, dei medici, degli operatori scolastici”, conclude il dem.

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