Tecno, lavoratori in presidio a Udine

Domani davanti all'azienda del proprietario Zareipour. La trattativa per la cessione dell'azienda in concordato (attualmente e' presente solo l'offerta della ditta turca SNW) è in stallo ormai dal mese di giugno

REGGIO EMILIA – Una delegazione di circa 50 lavoratori della Tecno andra’ domani a Udine per mettere in atto un presidio che si svolgera’ nella mattinata davanti alla ditta Continental di proprieta’ di Iounes Zareipour. L’imprenditore iraniano e’ infatti l’attuale proprietario del 50% della Tecno di Gualtieri, azienda che produce elettrodomestici in crisi ormai da mesi e in concordato preventivo dal 12 luglio.

“Non vedendo piu’ il signor Zareipour a Gualtieri abbiamo deciso insieme ai lavoratori di recarci personalmente presso la ditta di sua proprieta’ ad Udine per provare a sbloccare una situazione che corre verso il fallimento – spiega Sergio Guaitolini, segretario della Fiom Cgil di Reggio Emilia – e consegnargli una lettera dei lavoratori che hanno messo nero su bianco tante domande che ad oggi non hanno trovato risposta”.

L’assemblea dei lavoratori intanto e’ decisa a continuare a mobilitarsi per sbloccare una trattativa per la cessione dell’Azienda (attualmente e’ presente solo l’offerta della ditta turca SNW) in stallo ormai dal mese di giugno. Nel contempo i lavoratori della Tecno sono in cassa integrazione a zero ore nonostante siano presenti ordini dei clienti, che pero’ non si riescono ad evadere per la mancanza di liquidita’ che non consente di pagare i fornitori.

Le trattative sulla Gualtieri svolte sino ad ora al ministero dello Sviluppo economico, aggiunge il sindacato, non hanno consentito lo sblocco della situazione “che sta diventando drammatica, con il rischio, se non ci sono altre offerte d’acquisto o se non si concretizza l’unica offerta presente, di fallimento della Tecno”.

Ecco perche’ il presidio di domani viene fatto anche per chiedere a Zareipour di consentire l’avvio di una reale trattativa per la cessione dell’impresa in tempi brevissimi, che consenta l’apporto immediato di liquidita’ per la ripresa dell’attivita’ produttiva e conseguentemente la salvaguardia del sito produttivo e dei 273 posti di lavoro.

“L’unica ricchezza per i lavoratori e’ il lavoro – conclude Guaitolini – e lo difenderemo strenuamente, con tutte le forze che abbiamo e chiamando tutti i soggetti (proprieta’, interessati all’azienda, istituzioni, governo) alle proprie responsabilita’”.