Scuola, sos della Cgil sui docenti di sostegno

Il sindacato: "Pochi posti e classi pollaio ledono il diritto allo studio dei disabili"

REGGIO EMILIA – Non e’ partito nel migliore nei modi il nuovo anno scolastico per gli studenti disabili delle scuole di Reggio Emilia, che hanno diritto ad un insegnamento individualizzato e personalizzato. Il rapporto dei docenti di sostegno, evidenzia la Flc Cgil reggiana, e’ infatti passato da un insegnate ogni due alunni, ad uno ogni 3,13. Un dato, commenta il sindacato, “che segnala un evidente ostacolo al diritto allo studio per questi alunni e una grande difficolta’ per i docenti curricolari nella gestione delle classi”, considerato che “ai numeri sempre troppo alti di alunni per classe si somma quindi l’incremento delle problematicita’ nella composizione di queste”.

La riduzione drastica delle ore di sostegno destinate agli alunni con certificazione, prosegue la Flc, “determina cosi’ la riduzione della garanzia del loro diritto allo studio”. Infatti “spesso gli alunni e le alunne si vedono ridotti i pacchetti orari da un ordine di scuola all’altro o da una classe all’altra, senza che cio’ sia motivato da ragioni legate ai loro reali bisogni, o alla programmazione, ma solo da necessita’ economico-organizzative”.

Altro elemento di problematicita’ segnalato dalla Cgil e’ rappresentato dal cosiddetto “spezzatino orario”, cioe’ la frammentazione delle ore di presenza dei docenti a favore di una rotazione di piu’ figure sugli stessi alunni. Cioe’ “un’organizzazione del lavoro sempre piu’ diffusa che interrompe la continuita’ della relazione educativa ed affettiva che spesso si configura come il migliore facilitatore degli apprendimenti”. Senza contare, poi “lo squilibrio nelle iscrizioni di alunni disabili o con disturbi dell’apprendimento: ci sono infatti scuole con numeri risibili di alunni certificati, altre sovraccariche”.

Tutto questo, infine, “in un panorama provinciale dove in 50 scuole reggiane non vi e’ un dirigente fisso in quanto la stessa persona deve gestire due scuole, trovandosi spesso nella situazione di non conoscere nulla di una delle due nella quale si trova a lavorare per la prima volta”. Poiche’ “questa scuola non puo’ essere sostenuta, come invece sta ora avvenendo, solo dalla buona volonta’ dei lavoratori”, conclude il sindacato di categoria, “formazione del personale e forte incremento in organico di diritto di posti di sostegno rappresentano le misure essenziali per garantire il diritto all’istruzione e a una scuola inclusiva per gli studenti con disabilita’”.