Rogo azienda, il Comune: “Adottate misure efficaci”

Arpae e Ausl: "Gli inquinanti non preoccupano. Da campionamenti, quantità minime di sostanze nocive"

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REGGIO EMILIA – I dati diffusi da Arpa e Ausl sulla qualita’ dell’aria a seguito dell’incendio di lunedi’ scorso in un’azienda di luminarie “confermano che nella fase di emergenza sono stati rispettati i principi di precauzione per la popolazione”. Lo afferma il Comune di Reggio Emilia ricordando come i provvedimenti, emanati “nell’immediatezza dell’evento sulla base delle indicazioni tecniche e diramate direttamente sul territorio alla popolazione”, hanno riguardato oltre alla chiusura al traffico delle strade della zona, l’invito a non sostare in luoghi aperti, a restare in casa e a chiudere porte, finestre e impianti di ventilazione degli edifici. Le misure sono rimaste in vigore fino alla fine dell’emergenza.

“Data la tipologia dell’evento e la diffusione di emissioni nell’atmosfera- puntualizza infine l’amministrazione- non era opportuno attivare operazioni di sgombero in quanto non richieste dalla situazione contestuale e anzi potenzialmente nocive per la popolazione che, sgomberata, cioe’ trasferita coercitivamente fuori dagli immobili, si sarebbe trovata a diretto contatto con l’aria esterna e quindi con le emissioni stesse”.

Arpae e Ausl: “Gli inquinanti non preoccupano. Da campionamenti, quantità minime di sostanze nocive”
Arpae ed Ausl di Reggio Emilia hanno rilevato sostanze inquinanti nell’aria, sprigionate dall’incendio della ditta di luminarie Idolight avvenuto lunedi’ nel quartiere San Maurizio. I campionamenti pero’ registrano un grado di tossicita’ entro il livello di guardia delle sostanze disperse nell’atmosfera a seguito del rogo. In particolare gia’ dai primi dati forniti era emersa la presenza di tracce di aldeidi e sostanze volatili (benzene, toluene e percloroetilene) con valori inferiori a un microgrammo per metro cubo. In un solo punto di campionamento sono stati rilevati benzene e toluene con valori attorno ai due mircogrammi per metro cubo.

E’ stata inoltre confermata l’assenza di acido cloridrico in tutti i campioni. Per quanto riguarda il benzene, considerato che i composti volatili come questo derivano anche dal livello di traffico, i livelli misurati a seguito dell’incendio non sono risultati superiori ai valori normalmente determinati in assenza di emergenza e addirittura le concentrazioni di aldeidi sono state rilevate in tracce. I campionamenti hanno permesso di valutare anche i livelli di diossine e gli idrocarburi policiclici aromatici (Ipa), con questi ultimi in quantita’ nell’ordine di un nanogrammo (corrispondente ad un miliardesimo di grammo) per metro cubo.

Nel campionamento effettuato nelle 15 ore successive all’inizio dell’incendio, nella fase piu’ intensa quando era presente in atmosfera una evidente nube nera, e’ stata invece misurata un’elevata concentrazione di diossine prodotte dalla combustione del materiale plastico presente nel capannone bruciato. Circa il 95% delle diossine rilevate pero’ appartiene a quelle meno pericolose per la salute, mentre la piu’ pericolosa per la salute (Tcdd), era inferiore al limite di rilevabilita’ strumentale.

La durata relativamente breve della fase di emergenza e le misure di tutela della salute adottate in termini precauzionali ha ridotto al minimo i casi di pazienti con sintomi irritativi o infiammatori a livello cutaneo, congiuntivale, respiratorio che si sono presentati in pronto soccorso e che sono stati dimessi senza necessita’ di ricovero.

L’esposizione di breve durata alle sostanze rende poi improbabile che si verifichino effetti cronici nocivi sulla salute delle persone. Inoltre, fanno sapere Arpae ed Ausl, le concentrazioni di diossine e di Ipa misurate nei campioni eseguiti fino ad ora sono fortemente diminuite nelle prime ore della mattina del giorno successivo, al cessare dell’emergenza nell’area interessata, rientrando nei limiti di norma.

Il monitoraggio della qualita’ dell’aria, comunque, proseguira’ anche nei prossimi giorni, quando si effettuera’ anche il controllo di terreno e foglie verdi per verificare l’eventuale diffusione degli inquinanti. Al momento le uniche misure da adottare a titolo precauzionale riguardano un accurato lavaggio di frutta e verdura coltivate negli orti privati e l’areazione degli ambienti.

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