Maltrattamenti al Malaguzzi, il Comune incontrerà i genitori

La 55enne si è avvalsa della facoltà di non rispondere oggi davanti al Gip Ramponi. Spadoni (M5S): "Se colpevole, ci sia condanna esemplare per maestra"

REGGIO EMILIA – L’amministrazione comunale e i vertici del centro internazionale Malaguzzi di Reggio Emilia incontreranno una delegazione di genitori dei bambini della scuola d’infanzia, dove una maestra di 55 anni e’ stata iscritta nel registro degli indagati con l’accusa di maltrattamenti sui piccoli che doveva accudire. La donna, ripresa mentre dava schiaffi e pizzicotti ai bambini ripresa dalle telecamere installate nella scuola dai carabinieri, e’ comparsa questa mattina in tribunale per l’interrogatorio di garanzia e ha revocato il mandato al suo difensore, l’avvocato Giovanni Tarquini.

Oggi è arrivata in Tribunale accompagnata dal proprio legale, l’avvocato reggiano Alessandro Nizzoli. La maestra si è sottoposta all’interrogatorio di garanzia, ma davanti al Giudice per le indagini preliminari Luca Ramponi si è avvalsa della facoltà di non rispondere.

Per la maestra e’ scattata la sospensione per sei mesi dello stipendio e l’interdizione dall’insegnamento per lo stesso periodo. I fatti emersi nella scuola dell’infanzia Malaguzzi, considerata un fiore all’occhiello del sistema educativo che e’ una delle “competenze distintive” della citta’ di Reggio Emilia, diventano intanto un caso politico.

Giancarlo Tagliaferri, capogruppo di Fratelli d’Italia in Regione ha presentato un’interrogazione chiedendo alla Giunta “di individuare fondi specifici per introdurre sistemi di videosorveglianza atti a prevenire simili fenomeni all’interno di strutture, comunali o convenzionate, quali scuole dell’infanzia e case di riposo”. Una richiesta gia’ avanzata, ricorda Tagliaferri, in una risoluzione presentata il 29 maggio dell’anno scorso.

Maria Edera Spadoni, parlamentare reggiana del M5s ritiene gli episodi “ancora piu’ deprecabili in quanto sono avvenuti in una scuola, luogo che rappresenta, insieme alla famiglia, l’ambiente educativo deputato alla formazione della personalita’ del bambino”. Per questo Spadoni augura “che le indagini portino alla luce quanto prima la verita’ e vi sia, nel caso di conclamata colpevolezza, una condanna esemplare”.

Sulla vicenda interviene anche Paolo Consolini, della Fp Cgil provinciale che scrive: “Esprimiamo piena condanna per i gravi fatti che se confermati, non possono che destare sconcerto nell’opinione pubblica e discredito nei confronti dei lavoratori dell’Istituzione Scuole e Nidi dell’Infanzia di Reggio Emilia. Nel ribadire la nostra più ferma riprovazione su quanto accaduto, vogliamo difendere e differenziare il ruolo e l’impegno di quanti lavorano quotidianamente e responsabilmente con professionalità nei nidi e nelle scuole per l’infanzia di Reggio Emilia. Per questo teniamo a precisare che vanno ben distinti i due piani ovvero quello individuale che sarà chiarito a conclusione delle indagini della magistratura nei confronti dell’insegnante inquisita, da quello che rappresenta per questa città una vera e propria eccellenza come l’Istituzione quale modello dei servizi educativi riconosciuto e apprezzato a livello internazionale”.