Mafie, Mora: “A Brescello manca la presa d’atto dell’infiltrazione”

Mercoledì, a partire dalle 10 nella sede in via Roma della Camera del lavoro, sarà presentata la ricerca commissionata da Cgil, Anpi e Auser di Reggio Emilia all'osservatorio sulla criminalita' organizzata "Cross" diretto da Nando Dalla Chiesa

Più informazioni su

REGGIO EMILIA – A Brescello, Comune sciolto per mafia nel 2016, “questo tema e’ purtroppo negli ultimi anni ancora attuale perche’ la reazione della cittadinanza non e’ stata quella di prendere atto della situazione, cioe’ del fatto che questo, come tanti altri Comuni e’ stato infiltrato dalla ‘ndrangheta”. Lo evidenzia il segretario generale della Cgil di Reggio Emilia Guido Mora, intervenuto questa mattina ai microfoni di Radio Articolo 1 (emittente della Cgil) per presentare la ricerca commissionata da Cgil, Anpi e Auser di Reggio Emilia all’osservatorio sulla criminalita’ organizzata “Cross” diretto da Nando Dalla Chiesa.

Il dossier sara’ presentato domani dalle 10 nella sede in via Roma della Camera del lavoro reggiana. “Certo – prosegue Mora – il coinvolgimento dell’amministrazione pubblica non e’ dato e questo e’ un dato positivo rispetto a tante altre situazioni del sud, ma il problema esiste e noi ci siamo chiesti il perche’ in una realta’ dove il tema della resistenza alle ingiustizie, ai soprusi e agli atti illegali e’ sempre stato di alto livello, sia avvenuto tutto questo. E poi ci siamo chiesti che fare”. La “risposta che ci siamo dati, per la quale abbiamo chiesto l’aiuto di Nando Dalla Chiesa, e’ stata che per prima cosa bisognava capire, occorreva indagare e fare quindi un’esame puntuale di cosa ha provocato infiltrazione”.

E “poi anche capire il perche’ nonostante tutti questi elementi che sono stati resi noti in questi 25-30 anni in almeno sette-otto processi c’e’ ancora un atteggiamento negazionista e di reazione scomposta ad una riflessione che dovrebbe essere invece naturale”. Mora sottolinea inoltre che “Cgil, Anpi, Auser non si sono messe insieme a caso ma perche’ a Brescello hanno delle strutture e dei militanti che sono stati coinvolti da questi fenomeni e hanno cercato di fare una lotta coordinata e il pu’ possibile robusta”.

Per il segretario l’elemento “che scuote” emerso dalla ricerca, realizzata attraverso numerose interviste, “e’ la non conoscenza, la difficolta’ a capire e a misurare il livello dell’infiltrazione mafiosa del territorio. Il fatto queste persone siano riuscite a far passare la loro presenza non solo come normale, ma anche utile al territorio e a chi lo abita”. Prendendo in prestito uno slogan coniato dall’associazione Mafie sotto casa, Mora afferma: “Il cane non ha abbaiato, in sostanza abbiamo verificato e colto con mano cosa stava accadendo, ma all’arrivo dell’intruso la presenza mafiosa non e’ stata identificata come un pericolo. Credo che non dipenda in gran parte da mancanza di civismo o di senso di responsabilita’, ma dal fatto che le isitituzioni, che hanno una visibilita’ forte sui fenomeni criminali non hanno avvisato fino in fondo la comunita’”.

E’ chiaro, conclude il segretario della Cgil di Reggio, “che la reazione non puo’ essere spontanea, deve essere costruita da tutti, anche dalle associazioni di impresa che sono mute da sempre su questa tema e che invece dovrebbero parlare parecchio”.

Più informazioni su