Il Domino Tour di Malika Ayane arriverà a Reggio

L’artista milanese suonerà al Valli il 16 febbraio, all'interno della rassegna Leggera realizzata in collaborazione da Arci e Fondazione I Teatri, e al circolo Arci Fuori Orario a Taneto di Gattatico il 17 febbraio

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REGGIO EMILIA – Il Domino Tour 2018 di Malika Ayane, che sarà ambientato tra teatri e club, toccherà Reggio Emilia con una doppia data all’inizio del prossimo anno. L’artista milanese suonerà al Teatro Valli di Reggio Emilia il 16 febbraio, all’interno della rassegna Leggera realizzata in collaborazione da Arci e Fondazione I Teatri, e al circolo Arci Fuori Orario a Taneto di Gattatico il 17 febbraio. Su TicketOne e nelle prevendite abituali, prestissimo saranno disponibili i biglietti del nuovo originale tour e prossimamente anche presso la biglietteria del Teatro Valli.

Così come l’album “Domino” è nato come un prosieguo di “Naif”, anche il Domino Tour riparte da un esperimento già iniziato nel Naif Tour e nel Naif Club Tour: Malika Ayane presenterà gli stessi brani in modi completamente diversi, mescolando elementi di arrangiamento e andando verso strade apparentemente diversissime eppure fatte della stessa anima.

I concerti nei teatri saranno caratterizzati da suoni morbidi e pieni, con una ricerca di sonorità finalizzata ad avvicinare i brani di repertorio a quelli inediti; sul palcoscenico Malika sarà accompagnata da: Daniele Di Gregorio alla marimba, Carlo Gaudiello al piano, Marco Mariniello al basso, Nico Lippolis alla batteria e Jacopo Bertacco alla chitarra. I live nei club saranno caratterizzati dagli stessi brani ma riportati allo scheletro, con una concezione più ruvida ed essenziale; sul palco, in questa versione, la cantautrice milanese al synth, Jacopo Bertacco alla chitarra, Nico Lippolis alla batteria.

Dieci tracce dal tocco vintage. Dieci tessere di una storia che cambia a seconda dell’ordine dei fattori: questo è per Malika Ayane ‘Domino’, quinto album in uscita il 21 settembre, che la cantautrice ha presentato oggi a Milano. Un disco “da interni e urbano” che conferma il gruppo autoriale e di produzione di ‘Naif’, ma cerca nuove direzioni: “Sono due dischi gemelli, quello sul tempo e questo sullo spazio: qui mi sono focalizzata sul ritmo”. Il ritmo ordito dai loop, o dalla bottiglia percossa nel primo singolo ‘Stracciabudella’, e quello tenuto da molti strumenti d’epoca, merito dei produttori Reinemer & Leisering.

“Non sono desueta, ma se guardiamo alla rilevanza dei trapper non sono nemmeno attuale – spiega Ayane – La fortuna di essere estranea a una scena contemporanea precisa è che si può fare qualsiasi cosa. Una scelta cosiddetta commerciale oggi non significa successo garantito: è un momento straordinario per osare e affidarsi alla volontà di fare qualcosa di bello, perché il bello arriva”. Lo stesso gusto rétro è frutto di combinazioni di elementi come reminiscenze soul anni ’70, bassi funk, echi di pop francese. Esemplare il caso di ‘Nodi’: “L’idea era immaginare una band di oggi che suona musica anni ’60 con strumenti anni ’80”. Particolare anche il ruolo della voce, che nelle melodie scritte da Ayane scende su note basse o in un caso (‘Imprendibile’) va dritto sul recitativo: “Non volevo usarla con prepotenza, ho trattato la voce come uno strumento”.

In questo si è fatta sentire l’esperienza del musical con ‘Evita’, durante la quale è iniziata la stesura dei brani: “Mi ha insegnato tanto: noi poppettari a volte dimentichiamo l’importanza di cantare le note giuste al posto giusto. Fare le stesse cose per dieci giorni di fila mi ha anche fatto scoprire quanto amo il mio lavoro, ma rifarei un musical”.

Nei testi l’album si concentra sul quotidiano, osservato da punti di vista differenti, dall’amore che diventa incapacità di sopportarsi (‘Non usciamo’) alla solitudine dell’alba in casa (‘Sogni tra i capelli’) fino alla “noia come generatore di possibilità” in ‘Vestito da domenica’: “Con Pacifico abbiamo steso l’elenco delle cose che si possono fare in un giorno sospeso, uno di quei giovedì pomeriggio che secondo Hugo Pratt hanno una musica malinconica”. Non è però un modo di fuggire dalle tribolazioni del mondo: “Se dovessero veramente mettere in discussioni le libertà personali, visto che si è parlato di aborto in modo orribile, io scenderei in piazza con il forcone. Ma un brano politico non saprei scriverlo: le canzoni servono a mettere le persone in uno stato che permetta loro di affrontare meglio le sfide quotidiane”.

Da novembre Malika porterà in tour due spettacoli che correranno in parallelo, uno per i teatri e uno per i club, spesso nella stessa città con due date ravvicinate: “Stessa scaletta, due mondi diversi”, dice Malika, che nei teatri sarà accompagnata da cinque musicisti, tra cui Daniele Di Gregorio alla marimba, e nei club suonerà i synth con un chitarrista e un batterista di supporto.

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