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Dinamico festival, la magia del circo incanta Reggio foto

Un inno alla diversità e un'iniziativa meritoria che andrebbe, anche in altre forme e tipologie, replicata per rendere più vivibile il Parco del Popolo.

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REGGIO EMILIA – Equilibristi, attori, giocolieri e artisti di strada hanno invaso per quattro giorni (oggi è l’ultimo) i giardini pubblici per l’ottava edizione del “Dinamico festival”. Ci siamo stati ieri sera e l’atmosfera era veramente magica. Ovunque bambini che giocavano, artisti che si allenavano o si esibivano, famiglie e coppie, più o meno giovani, che si aggiravano per il parco del Popolo finalmente restituito alla sua città e reso più vivibile. Completavano la bellezza della serata le illuminazioni, le bancarelle, la tenda per gli aperitivi e quella per cenare gestita da La Collina con cibi biologici.

Un’iniziativa veramente meritoria, al di là dell’indubbio valore artistico, che meriterebbe, magari in altre forme e con tipologie diverse, di essere replicata in questo luogo. I giardini pubblici sono, da tempo, un luogo in cui i reggiani si avventurano malvolentieri. Zona di spaccio e malfrequentata. Renderla più viva con iniziative come queste serve, indubbiamente, a migliorarne la vivibilità e la sicurezza. Si spera che l’amministrazione incentivi e potenzi festival come “Il Dinamico” in questa area.

Ma, al di là della vivibilità della città, c’è anche un altro aspetto che vorremmo sottolineare di questo festival e, per  farlo, ci avvaliamo delle belle parole contenute nell’introduzione scritta dal direttore artistico Elena Burani. “Dal tempo in cui i girovaghi del circo portavano in giro le nuove scoperte della scienza (come la calamita o la prima lampadina elettrica), a quello in cui erano i freaks (la donna barbuta, i nani, i “mostri” del circo) a soddisfare la curiosità del pubblico, fino alle carovane piene di animali esotici portati nelle grandi città per mostrarli a chi non poteva viaggiare, il circo è sempre stato un veicolo di diversità e conoscenza….Oggi che la diversità ci viene proposta come qualcosa da cui difenderci, invece che da proteggere e amare, siamo ancora più determinati e orgogliosi di portare il Dinamico a Reggio, per dimostrare quanto la varietà, la commistione, l’incontro, la sperimentazione siano la base di tutto ciò che rende la specie umana una cosa meravigliosa”.

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