Debiti del Pd, scontro fra Cervi e Vinci: “Ci dica dove sono i 49 milioni sottratti allo Stato”

Il direttore di Festareggio replica al deputato del Carroccio che aveva attaccato i Dem perché non avevano pagato i loro debiti con i fornitori dicendo ad Affari Italiani: "Non è giusto far pagare alle imprese locali i debiti del Pd"

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REGGIO EMILIA – Botta e risposta fra Paolo Cervi, direttore di Festareggio e Gianluca Vinci, deputato della Lega Nord. Il segretario emiliano del Carroccio, intervistato da Affari Italiani, relativamente ai debiti del Circolo Festa Reggio del Pd destinatario di due decreti ingiuntivi da parte di Cagna & Benelli (8mila euro) e della società privata proprietaria degli hotel Best Western Classic Hotel e all’Holiday Inn di Reggio (9mila euro più gli interessi, come stabilito dal tribunale di Reggio), ha commentato: “Nella città di Graziano Delrio il Pd da sempre decanta ottimi risultati di questa festa, parla di festa della città, tanto da averla chiamata quando ancora era presso il Campovolo, Festa Reggio, poi oggi saltano fuori debiti di due anni fa quando peraltro il Pd era forte e al Governo. Non è giusto far pagare alle imprese locali i debiti del Pd. I dirigenti del partito dovrebbero impegnarsi al pagamento di tutti i debiti fatti dal partito per le sue feste, tutti, dai segretari locali fino a Martina”

Gli replica Paolo Cervi: “Prima di parlare ci dica che fine hanno fatto i 49 milioni di euro che il suo partito la Lega ha sottratto alla Stato e quindi a tutti i cittadini”. E spiega i motivi dei mancati pagamenti: “Un 2016 sotto le aspettative e un disastroso meteo per il 2017 hanno determinato un bilancio di FestaReggio di complicata gestione, detto pubblicamente fin da subito, come pubblicamente è stata sempre dichiarata la nostra volontà di colmare le code di pagamento. Aggiungo una realtà di fatto che si aggrava di anno in anno: i costi per l’allestimento, per la sicurezza della Festa e per l’affitto dell’area Campovolo sono lievitati considerevolmente. Sono professionalmente e personalmente dispiaciuto di questi sospesi perché so cosa significa lavorare e rispondere ai problemi quotidiani legati al fare impresa. Il trasferimento alle Fiere e l’allestimento della nuova Festa sono state scelte motivate anche dal contenimento dei costi. Sintomi della nostra volontà di un perfezionamento economico per cui stiamo lavorando quotidianamente”.

E conclude: “Concludo con un sorriso rivolto a chi è sempre in panchina a commentare e non gioca mai al neo deputato Vinci che, probabilmente ancora offuscato dai fasti parlamentari, non vede il bilancio sociale che invece dovrebbe temere: centinaia di migliaia di persone che vengono alle nostre iniziative”.

 

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