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Terremoto nella notte, torna la paura nella Bassa

Scossa di magnitudo 3,9 con epicentro vicino a San Tomaso della Fossa tra Bagnolo, Cadelbosco, Novellara e Gualtieri. Non si registrano danni

BAGNOLO IN PIANO (Reggio Emilia) – Torna la paura del terremoto nella Bassa. Erano le 2,33 e 45 secondi quando si è sentito un boato e la terra ha tremato per qualche secondo: la sensazione data dalle onde sismiche è stata di due distinte “botte”. Secondo le misurazioni dell’Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia la magnitudo è stata di 3.9. Il sisma ha avuto epicentro 9 chilometri sotto il territorio di Bagnolo in Piano e si è sentito distintamente sia in città che nella Bassa. E stata avvertita anche in alcune zone dalla Lombardia e del Veneto meridionali, da Mantova a Suzzara, ed in Emilia fino a Modena e Parma.

Cani che abbaiavano e gatti stravolti che schizzavano fuori di casa, allarmi che sono scattati, gente che si è precipitata in strada in pigiama, bimbi in lacrime in tutta la Bassa. I carabinieri e i vigili del fuoco si sono subito messi in movimento per verificare se vi erano danni: al momento non risultano problemi. Alcuni sindaci, come Andrea Costa di Luzzara, hanno rassicurato i loro concittadini via Facebook.

I sismografi dell’Ingv di Roma hanno individuato l’epicentro a 3 chilometri a nord di Bagnolo, al centro di una zona di campagna tra San Tomaso della Fossa, Villa Seta e Villa Argine di Cadelbosco, non lontano sia da Novellara che da Santa Vittoria di Gualtieri.

L’ultima scossa di una certa importanza in zona risale al 4 maggio scorso: 2.3 di magnitudine, sempre nella stessa zona di campagna (1 km da Bagnolo) e a 10 km di profondità. Anche in maggio la scossa avvenne di notte. Le due scosse peggiori però risalgono a una ventina d’anni fa. La peggiore fu quella del 15 ottobre 1996: un evento sismico di magnitudo pari a 4.8  “che aveva prodotto danni classificabili di grado VII MCS nell’area compresa fra Carpi, Correggio e Bagnolo in Piano, seguito da una lunga sequenza sismica, concentrata soprattutto nel mese di ottobre“. Il simbolo di quel terremoto fu il Torrazzo di Bagnolo sfregiato da una fenditura che ne spaccava in due la facciata con l’orologio; i danni furono pesantissimi anche a Correggio (ad esempio nella chiesa di San Quirino) e Carpi. La paura tornò il 18 giugno 2000 con una scossa di magnitudo 4.5 con epicentro nella stessa zona di campagna.