Rubertelli: “Sulla Manodori si sono scatenati gli appetiti politici”

La consigliera civica: “Per la promozione a segretario generale di Faietti è stata fatta in sordina una modifica statutaria ad hoc. Nessuno aveva mai osato tanto”

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REGGIO EMILIAQualcosa si muove in Fondazione Manodori, a poco più di un anno dalla scadenza del Consiglio generale e del Presidente, il quale non potrà più essere riconfermato a causa del limite dei due mandati. Gianni Borghi lascerà dunque la Fondazione: la prima volta fu eletto coi voti degli spaggiariani, contro quelli di Delrio. La Spaggiari rinunciò alla presidenza della Fondazione per ricandidarsi a sindaco di Reggio contro Delrio. La seconda volta Borghi, invece, fu confermato grazie ai voti di Delrio, lasciando per strada i vecchi compagni della prima elezione.

In vista del cambio del presidente, Borghi ha deciso di favorire il pre-pensionamento di Pier Flaminio Bertolini, segretario generale dai tempi della presidenza Morlini – prima era nella segreteria di Castagnetti – per sostituirlo con Riccardo Faietti attuale componente del Cda e fedelissimo di Vecchi. Poiché lo statuto prevede una vacatio tra la presenza nel Consiglio d’amministrazione e l’assunzione in Fondazione, il Cda ha predisposto una modifica statutaria da inviare al ministero dell’Economia, per eliminare l’ostacolo. Modifica poi approvata. I componenti del Cda oltre a Borghi sono, lo ricordiamo, Gianni Vezzani, Licia Ferrarini, Leonida Grisendi e, appunto, Riccardo Faietti. Della decisione si è parlato in circoli ristretti, ma non coi dipendenti, né con il vice segretario attuale, che vanta un curriculum ed una esperienza di gran lunga superiori a quelli di Faietti.

Spaventati dalle urne in casa Pd, tutti corrono a sistemarsi e visto che il circuito cooperativo piange miseria, si sono gettati sui posti pubblici, come hanno dimostrato le recenti nomine di Bonaretti alla Corte dei Conti e di Battini, altro ex segretario di Castagnetti, al demanio da parte di Delrio. Del resto il Faietti è già un collaboratore fiduciario di Vecchi dal 2014, cioè dalla sua elezione.

Si tratta di un atto mai osato da nessuno e che testimonia, assieme agli appetiti politici sulla Manodori, il declino della Fondazione, visibile nella forte perdita di patrimonio e nella discesa delle erogazioni, tornate ai livelli degli anni Novanta. Va ricordato, inoltre, che Unicredit ha lasciato la sede di Piazza del Monte, che verrà affittata ad una catena di abbigliamento e ad un centro odontoiatrico. La banca si è trasferita a Palazzo Pratonieri, che dal punto di vista storico era la sede vera della Fondazione, erede della Cassa, il palazzo di Piazza del Monte era appunto la sede del Monte di pietà, ignota la sorte di Palazzo da Mosto in via Mari, già sede dell’asilo costato tra acquisto e ristrutturazione svariati milioni di euro ed ora di fatto inutilizzato.

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