Montecchio, sospesa la comandante della Municipale

Cristina Caggiati è indagata per abuso d'ufficio: sequestrati documenti nella sede del comando. Il presidente dell'Unione, Paolo Burani: "Il nuovo comandante è Amato Cabiddu"

MONTECCHIO (Reggio Emilia) – Il comandante della polizia municipale della Unione dei Comuni della val d’Enza, Cristina Caggiati, è stata sospesa dal servizio per sei mesi all’interno dell’inchiesta che ha già visto l’arresto del vicecomandante, Tito Fabbiani e la sospensione per sei mesi della sua compagna, l’ispettore capo Annalisa Pallai. I carabinieri di Castelnovo Monti oggi hanno anche perquisito il comando di Montecchio, sequestrando documenti che ora sono al vaglio degli inquirenti.

Il provvedimento, richiesto e ottenuto dal sostituto procuratore Valentina Salvi, è conseguente all’esito dell’interrogatorio di garanzia eseguito all’indomani dell’attività dello scorso mese di luglio, che avrebbero portato a concreti elementi di responsabilità in capo alla Caggiati per i reati di abuso d’ufficio, per l’acquisto dell’autovettura e omessa denuncia, in relazione alle illecite condotte dei sottoposti.

Le indagini della delicata inchiesta sono iniziate lo scorso mese di novembre 2017, in seguito a un esposto anonimo arrivato alla procura della Repubblica di Reggio e ad altri enti istituzionali della provincia, con l’avvio di un’attività di monitoraggio su alcuni appartenenti al corpo della Polizia Municipale dell’Unione dei Comuni della Val d’Enza, per verificare la reale sussistenza delle condotte illecite loro attribuite.

Nel corso dell’indagine sarebbero stati raccolti gravi indizi di colpevolezza a carico del vice comandante Fabbiani e dell’ispettore capo Annalisa Pallai per i reati di concussione, abuso d’ufficio, peculato, omessa denuncia, truffa aggravata ai danni dello stato e “mobbing”. In particolare sarebbe emerso che gli indagati, abusando della loro qualità di Pubblico Ufficiale, avrebbero indotto un noto imprenditore della Val d’Enza a concedere loro in comodato gratuito (utenze comprese) un’abitazione  San Polo.

I militari avrebbero anche accertato che il vicecomandante avrebbe utilizzato una Mazda Cx3, acquistata dall’Unione come mezzo di servizio, per scopi personali, in modo esclusivo e continuativo, con ingente danno patrimoniale arrecato alla P.A.. Sarebbe inoltre emerso un consolidato quadro di comportamenti illeciti posti in essere durante il servizio quali pause non autorizzate, accudimento di figli minori anche nel luogo di lavoro e assenze ingiustificate.

Le perquisizioni

Ma l’aspetto che man mano ha assunto contorni inquietanti sarebbe stato il massiccio ricorso del vicecomandante alle pratiche del mobbing e del bossing nei confronti di dipendenti e collaboratori, che si sarebbe estrinsecato in una serie estenuante di vessazioni psicologiche e maltrattamenti con aggressioni verbali, obblighi di prestazioni non rientranti nelle mansioni di servizio, richieste di delazione nei confronti di colleghi, sotto la costante minaccia, se non avessero ottemperato alle sue richieste, di essere assegnati a turni di lavoro meno favorevoli o sottoposti a procedimenti disciplinari o ancora di vedere negate le proprie richieste in materia di ferie, permessi e orari di servizio.

Un vero e proprio “sistema di potere” che si sarebbe basato su minacce, umiliazioni e demansionamenti che si perpetuava sin dal 2010.

Il presidente dell’Unione, Paolo Burani: “Il nuovo comandante è Amato Cabiddu”
Il presidente dell’Unione dei Comuni della val d’Enza, Paolo Burani, commenta: “In attesa che la magistratura faccia piena luce su tutti gli avvenimenti, il servizio verrà presidiato dall’ufficiale più alto in grado, Amato Cabiddu, che viene in data odierna nominato Comandante in sostituzione di Cristina Caggiati. L’Unione non ha ancora ricevuto atti formali, ma è stata informata della sospensione direttamente dalla Comandante. Occorrerà pertanto conoscere gli atti per assumere informazioni più circostanziate e valutare ulteriori provvedimenti che si rendessero necessari. Venerdì 3 agosto si sono riuniti i consiglieri capigruppo dell’Unione per l’avvio della Commissione di indagine votata all’unanimità nella seduta del 27 luglio. La commissione avrà il compito di affiancare il Consiglio dell’Unione nell’esame di tutti i fatti e dati utili a garantire il pieno ed efficace funzionamento del Corpo di Polizia municipale, in particolare analizzando tutti gli aspetti relativi alle forme di controllo e monitoraggio, presenti o da implementare. Preso atto che nelle prossime settimane sarà necessario assumere un approfondito e dettagliato progetto di rinnovamento della Polizia municipale, occorre al momento cercare di creare tra gli agenti in servizio un clima di lavoro il più possibile sereno e disteso. Rinnoviamo nei loro confronti un messaggio di sostegno in un momento certamente non facile per un servizio che resta strategico nel presidio del territorio. Ribadiamo infine piena fiducia nel lavoro degli inquirenti e della magistratura, affinché si faccia piena e definitiva luce sui fatti oggetto di indagine nei tempi più brevi”.