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Migranti, Salvini: “Non temo il Colle, ho la coscienza a posto”

Il responsabile del Viminale: "Rispondo al mandato dato dagli italiani". Sbarcati i minori dalla nave Diciotti

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REGGIO EMILIA – Il ministro degli Interni tira dritto sulla vicenda della Diciotti: “Non temo assolutamente nulla. Ho la coscienza più che a posto. Ieri ho parlato con il presidente Conte, che è persona con cui lavoro benissimo e con cui siamo in perfetta sintonia da due mesi e mezzo”, ha risposto, Matteo Salvini, in un’intervista a Rtl al giornalista che gli ha chiesto se temesse “un intervento del Quirinale, come è già avvenuto in una vicenda analoga alcune settimane fa”.

Salvini è tornato, quindi, ad attaccare Fico: “Con Luigi Di Maio lavoro molto bene. Qualcun altro ha tanto tempo per parlare, penso al presidente della Camera, che ogni tanto dice e fa l’esatto contratto di altri esponenti M5s: è un problema che si risolveranno loro”. “Io rispondo al mandato che mi hanno dato gli italiani il 4 marzo – ha incalzato Salvini -. Mi chiedono più sicurezza. Il mio obiettivo – ha spiegato ancora – è il ‘No way’ australiano. Nessun migrante soccorso in mare mette piede in Australia”.

Intanto sono scesi a terra tutti i 27 minori non accompagnati che erano a bordo della nave ancorata al porto di Catania. I migranti saranno accompagnati in strutture di accoglienza.

Sulla vicenda interviene anche il presidente dell’Europarlamento Antonio Tajani: “Se gli stati membri avessero seguito la proposta di riforma di Dublino del Parlamento europeo – ha detto all’Ansa -, il problema della Diciotti sarebbe già risolto” alla radice in quanto questa “è la chiave della soluzione” perché “prevede il ricollocamento immediato” dei migranti. I Visegrad che vi si oppongono “devono farsi carico del problema, la solidarietà non è a senso unico” o “devono essere sanzionati”.

E’ stato convocato per venerdì un incontro degli sherpa per trovare una soluzione sugli sbarchi. “Lo scopo è discutere un approccio europeo e la strada avanti sulla base dell’esperienza di cooperazione degli Stati sugli sbarchi e la condivisione della responsabilità nelle ultime due settimane”, dice un portavoce della Commissione Ue

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