Manodori, la Rubertelli si scaglia contro la nomina di Faietti

Scrive il consigliere comunale: "I nostri giovani si mettano il cuore in pace: per ottenere un incarico da 100mila euro, a Reggio Emilia, non serve un master, ma basta essere iscritti o vicini al Partito democratico"

REGGIO EMILIA – La Manodori ha eletto ieri il nuovo collegio dei revisori della Fondazione e ha nominato come segretario generale il consigliere uscente Riccardo Faietti e, come responsabile del settore istituzionale ed erogativo, Francesco D’Orsa.

A finire nel mirino della consigliera civica Cinzia Rubertelli è, in particolare, la nomina di Faietti: “I nostri giovani si mettano il cuore in pace: per ottenere un incarico da 100mila euro, a Reggio Emilia, non serve un master, ma basta essere iscritti o vicini al Partito democratico. E’ l’amara costatazione che viene spontanea nell’apprendere che Riccardo Faietti – proveniente dal mondo Arci e già titolare, guarda caso, di un incarico fiduciario in Comune – diventerà segretario generale della Fondazione Manodori”.

La fondazione Manodori ha riconfermato, nel collegio dei revisori, presidente Cristian Poldi Allai, che ha un percorso professionale in campo amministrativo e finanziario e ha nominato Graziella Boccaletti, esperta nell’analisi e revisione dei conti di istituzioni ed enti locali, e Andrea Smiraglio, consulente per realtà del no profit e del mondo della cooperazione sociale.

Per quel che riguarda Faietti, l’ente sostiene di avere affidato un incarico ad una società di organizzazione aziendale e ricerca del personale, per una proposta di riassetto dei ruoli e di individuazione di figure professionali in sostituzione delle precedenti. Scrive la Manodori: “Dopo un’accurata analisi dei bisogni e delle competenze funzionali, si è proceduto ad individuare i profili in tempi stretti per garantire l’immediata operatività ed efficienza della struttura. In quest’ottica, Riccardo Faietti, dopo essersi dimesso dal consiglio d’amministrazione, diventerà segretario generale, mentre Francesco d’Orsa sarà assunto come responsabile del settore istituzionale ed erogativo”.

Una procedura che non convince la Rubertelli che aggiunge: “Non ce ne voglia l’interessato, non c’è nulla di personale, ma ancora una volta i dem piazzano un loro uomo in un ruolo chiave, nevralgico e parecchio remunerativo della Fondazione. Tutto legittimo, per carità, ma che siano sempre uomini del Pd o di area i più meritevoli e capaci a ricoprire ruoli di responsabilità in enti pubblici o parapubblici lascia perplessi”.

Conclude il consigliere comunale: “Del resto fu lo stesso ministro del Lavoro, nel marzo 2017, Giuliano Poletti a sostenere che “il rapporto di lavoro è prima di tutto un rapporto di fiducia. È per questo che lo si trova di più giocando a calcetto che mandando in giro dei curriculum”. E in questo senso il Pd, a Reggio Emilia, dopo l’entrata in crisi della cooperazione rossa, è ancora una straordinaria agenzia di collocamento”.