Inchiesta Vigili, botta e risposta Pd-M5s sui rapporti con Fabbiani

Il Pd difende gli amministratori e accusa la pentastellata Cersosimo. Lei: ""Non vi crede più nessuno, inutile che fate lo scaricabarile"

VAL D’ENZA – Nuova polemica politica Pd-M5s sullo “scandalo vigili” mentre proseguono le indagini sul “sistema Fabbiani” nella  Polizia Municipale del Corpo Val d’Enza, dopo l’arresto del vicecomandante Tito Fabbiani (accusato di concussione, abuso d’ufficio, peculato, omessa denuncia, truffa aggravata ai danni dello Stato), la sospensione della compagna Annalisa Pallai (denunciata a piede libero come complice) e la sospensione della comandante Cristina Caggiati, sospettata di aver saputo cosa la coppia faceva da anni ma di non aver preso provvedimenti adeguati per fermare il “malaffare”.

Dopo che le minoranze dei consigli del Comuni della val d’Enza e in sede di Unione hanno chiesto di indagare sulle responsabilità dei vari sindaci (in termini di omesso controllo politico) e domandato a gran voce le dimissioni del montecchiese Paolo Colli (avrebbe chiesto alla Caggiati di fare verifiche informali sull’inchiesta in corso), il Pd aveva contrattaccato. Per voce della cavriaghese Francesca Bedogni, i segretari dei circoli Pd del distretto avevano scritto “è giusto che anche i rappresentanti delle minoranze si interroghino sui rapporti che avevano, in quanto rappresentanti politici sul territorio, con Fabbiani e la sua ‘rete’…” specificando però di non essere “minimamente interessati ai processi sommari inscenati da certa parte della minoranza con l’unico obiettivo di provare a trascinare nel fango la maggioranza e andare all’incasso di facili consensi”.

“Senza vergogna questi del Pd val d’Enza – ha scritto sulla propria pagina Facebook la consigliera pentastellata Natascia Cersosimo, che siede in sala consiliare sia a Cavriago che nell’Unione –  L’unico rapporto con Fabbiani era un rapporto di collaborazione in quanto portavoce dei problemi della polizia municipale. In ordine riguardavano: organico, riscaldamento rotto della sede, mancata retribuzione degli straordinari, residenze e quindi riorganizzazione del lavoro, cioè delegare alcune mansioni che non erano priorità per i vigili. Stop”. E rivolta al Pd aggiunge: “Non vi crede più nessuno, inutile che fate lo scaricabarile!”.

Non ha tardato la replica del Pd, che sempre tramite Fulvio Violi (capogruppo di maggioranza in Unione) e di Bedogni” (per conto dei segretari della Val d’Enza), scrive: “Sono tante le domande che sorgono di fronte a questa affermazione: di che natura era il ‘rapporto di collaborazione’ tra la Consigliera 5stelle e il vice comandante Fabbiani? Su cosa si collaborava? Come si concretizzava questo ‘rapporto di collaborazione’? Ci sono stati incontri? Chi partecipava a questi incontri? Quando e dove si svolgevano? Ma soprattutto: qualcuno tra i superiori del Fabbiani era informato circa tale ‘rapporto di collaborazione’?… Chi aveva investito il Fabbiani del ruolo di “portavoce dei problemi della Polizia Municipale (che Cersosimo nel post gli attribuisce) e di interlocutore delle minoranze? E soprattutto: come mai Fabbiani, quando riteneva di avere un problema all’interno della PM, si sentiva di dover informare certa parte della minoranza?”.

Il Pd finge di non sapere che Fabbiani era sindacalista della Cgil. Lo stesso sindacato nei giorni scorsi aveva spiegato che “era componente della rsu della Val d’Enza, eletto nel 2015 dai lavoratori dell’Unione e, per quanto concerne gli aspetti squisitamente negoziali, gli accordi sottoscritti da sindacati e rsu sono sempre stati unitari e convalidati dagli organismi preposti a verifiche e controlli. Il rapporto tra la Cgil e il vicecomandante si è chiuso definitivamente a seguito delle numerose e ripetute divergenze insorte con la nostra categoria”, cioè la Funzione Pubblica.

Il Pd comunque conclude: “I 5 stelle dovrebbero seguire il nostro consiglio che vogliamo ribadire: certa parte della minoranza si interroghi sui rapporti che intratteneva con Fabbiani e la sua “Rete”, perché quanto accaduto non abbia a ripetersi”. “Per parte nostra” conclude Fulvio Violi capogruppo di maggioranza “non mancheremo di chiedere immediatamente accesso agli atti per verificare, alla luce di quanto dichiarato da Cersosimo, i contenuti di mozioni, interrogazioni, interpellanze e richieste di accesso presentati negli ultimi anni dal Movimento 5 Stelle sull’attività della PM della Val d’Enza”.