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L’italiano zoppicante del deputato Vinci

Per le scuse si regoleranno, eventualmente, Delrio e Fiano. Intanto, però, sarebbe doveroso mandare l'esponente del Carroccio a lezioni di grammatica

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REGGIO EMILIA – Il deputato del Carroccio Gianluca Vinci attacca il capogruppo del Pd alla Camera, Graziano Delrio e il deputato Dem Emanuele Fiano, ma se la prende, ingiustificatamente, pure con la povera lingua italiana che, sulla vicenda delle uova tirate a Daisy Osauke, non c’entra nulla.

Scrive Vinci: “E’ a questo punto doveroso, per ridare limpidità a tutta la politica di Sinistra e per ristabilire la loro credibilità persa, che Delrio e Fiano formulino ufficialmente le loro scuse al Ministro dell’Interno e al Movimento Lega, sapere chiedere scusa quando si sbaglia, e qui hanno sbagliato gravemente fomentando l’odio nei confronti del Ministro, non sarebbe un segno di debolezza ma di onestà intellettuale, vedremo ben presto se lo faranno o se si nasconderanno come farebbe chi sapeva già di sbagliare ma purtroppo per loro è andata a finire bene”.

A parte la punteggiatura malandata, dato che in un paio di casi erano necessari i punti e non le virgole e a parte che a limpidità, pur corretto, sarebbe preferibile limpidezza, resta il problema del periodo finale. Il soggetto, caro Vinci, è “chi sapeva già di sbagliare” e quindi dopo non si può scrivere “purtroppo per loro”, perché si deve usare “purtroppo per lui”. Inoltre Vinci costruisce una frase senza senso perché “se si nasconderanno come farebbe chi sapeva già di sbagliare ma purtroppo per loro è andata a finire bene” non ha senso. Bisognava scrivere “purtroppo per lui (il soggetto, lo ricordiamo, è chi) è andata a finire male”.

Per le scuse si regoleranno, eventualmente, Delrio e Fiano. Intanto, però, sarebbe doveroso mandare il deputato Vinci a lezioni di italiano.

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