Crollo ponte Genova, trovata famiglia: le vittime salgono a 41 foto

Erano padre, madre e figlia di 9 anni: i vigili del fuoco hanno trovato la loro auto sotto un masso. Il premier Conte fa partire la lettera di revoca totale della concessione a Società Autostrade nel giorno del lutto nazionale

GENOVA – Una famiglia di tre persone, tutte decedute, è stata ritrovata all’interno dei rottami della propria vettura attorno alle 8,30 tra le macerie del Ponte Morandi, a Genova. Si tratta della famiglia Cecala – il papà Cristian, la mamma Dawna e la piccola Kristal di 9 anni -, è stata recuperata dai vigili del fuoco che nella notte sono riusciti a frantumare un grosso masso che seppelliva l’auto.

Il numero ufficiale dei dispersi cala così a poche unità, e quello delle vittime sale a 41.  Oggi è proprio il giorno del lutto nazionale, con molte famiglie che si sono rifiutate di dare ai propri morti il funerale di Stato preferendo di vivere nel privato il proprio lutto.

Sempre oggi il premier Conte ha fatto partire la lettera alla Società Autostrade per revocare la concessione della gestione di tutta la rete autostradale italiana gestita da Atlantia (e non sola la A10). Il procedimento sarà lungo, perché l’azienda adesso dovrà presentare le proprie opposizioni, ma il Governo ha deciso di procedere con la disdetta totale. Il “muro contro muro” è una scelta coerente con le dichiarazioni dei due vicepremier Di Maio e Salvini, che comunque non preclude il fatto che la società dovrà pagare milioni – se non miliardi – di indennizzi per il crollo.

Rispetto alle cause del disastro, la Procura della Repubblica di Genova parla di precise responsabilità e di errore umano (Nel 2017 i tecnici assicuravano che non c’era problema di tenuta). Avrebbe ceduto uno dei 9 “stralli” (i possenti tiranti collegati ai pilastri) che sostenevano quella parte di ponte: “un’ipotesi di lavoro seria” , ha detto Antonio Brencich, docente dell’università di Genova e membro della commissione che deve accertare le cause del crollo.  La società autostrade era consapevole del problema, tant’è che aveva stanziato una ventina di milioni di euro per delle opere di manutenzione straordinaria.