All’asta l’antica villa dell’imprenditore Marusi Guareschi fotogallery

L'Ivg vende parte dell'antica corte di Sant'Ilario dove aveva sede la holding Maguro, altre società e la "Repubblica della Terra". Prezzo base 465mila euro: le offerte vanno presentate entro il 5 settembre

SANT’ILARIO D’ENZA (Reggio Emilia) – L’Istituto Vendite Giudiziarie ha messo all’asta parte dell’antica corte di Sant’Ilario dove aveva sede la “Carisma” dell’imprenditore Rodolfo Marusi Guareschi, 68 anni. Prezzo base 465mila euro: le offerte vanno presentate entro il 5 settembre.

Era una galassia di società (oltre 490 nel 1986) quella che gravitava attorno alla Maguro e alla Carisma,  create dal creativo Guareschi insieme ad altre iniziative imprenditoriali (da bizzarri corsi di formazione per promotori alla progettazione di un fantomatico aereo a “contro-reazione”) e politiche (dalla “Repubblica della Terra” con la sua “moneta” dhana al partito Rinnovamento che entrò in contenzioso giudiziario per il nome con Lamberto Dini). Sul cancello della villa, sulla via Emilia verso Parma, poco dopo il centro di Sant’Ilario ci sono ancora le targhe e i campanelli delle iniziative più eclatanti lanciate dalla metà degli anni ’80. E si intravvede l’antica corte al termine del viale alberato percorso tante volte dalla Guardia di Finanza. L’ultimo arresto di Marusi Guareschi risale al giugno del 2016, a seguito della condanna a Cagliari a 4 anni e 4 mesi per  una bancarotta fraudolenta risalente al 2002. La Maguro invece è stata dichiarata fallita il 4 settembre 2015 dal Tribunale di Parma, a seguito di un ricorso di Equitalia Centro  per un preteso credito di oltre 214 milioni di euro.

A suo modo Marusi Guareschi è stato precursore di un certo modo “creativo” di fare finanza ed economia – giocando sulle operazioni infragruppo e sui benefici concessi a chi fondava società in aree depresse – ma anche delle cripto valute: il suo “Dhana” era un po’ questo. Da non dimenticare la politica-spettacolo, con la sfida a Dini e quella a Silvio Berlusconi, del quale chiese il sequestro dei beni nel 2011 a seguito dello “scandalo Ruby Rubacuori” che a suo dire gli aveva mandato in fumo la firma di un grosso contratto…

Oggi in vendita c’è un complesso immobiliare composto anche dalle vecchie dipendenze  dove sono state ricavate le maisonette. L’edificio – “utilizzato dalle dipendenze rurali ed agricole a servizio dell’edificio padronale, interamente ristrutturato e recuperato ai fini residenziali, composto da 7 appartamenti ” – è di epoca databile almeno ad inizio del secolo scorso; i restauri avvennero tra il 1991 e il 2001, quando il complesso ottenne la trasformazione da agricolo a civile. Tormentata la storia giudiziaria dei beni, che ha seguito quella dell’imprenditore. La prima ipoteca giudiziale iscritta a Reggio risale al febbraio 1995 (a favore di Mediocredito Lombardo); seguì un pignoramento immobiliare trascritto il 25 maggio 1995; la sentenza di fallimento della proprietà invece venne trascritta solamente nel luglio 2006. L’ultimo pignoramento risale all’agosto 2014 a favore del Fallimento Carisma spa.

Davvero interessante il bene in vendita, considerando che si trova in un bel parco a due passi dal centro del paese. Nella perizia si legge che si tratta di “un’area di mq. 475 con sovrastante palazzina ristrutturata e distribuita in sette abitazioni, con area cortiliva propria ed accesso esercitato su fondo di altra proprietà. L’edificio è disposto su due livelli fuori terra con cinque abitazioni su sette articolate a maisonettes, le altre due al piano primo sottotetto. La superficie catastale commerciale ragguagliata dell’immobile risulta di complessivi mq. 662 residenziali commerciali, oltre alle porzioni comuni tra cui area cortiliva delimitata di 144 mq”.