Disastro Genova, Bonaccini striglia il Pd: “No scontro sulle responsabilità”

Il governatore dell'Emilia-Romagna parla da segretario e bacchetta i suoi. Il premier Conte ed i ministri Di Maio e Toninelli: "Revocheremo la concessione ad Autostrade"

GENOVA – Il presidente dell’Emilia-Romagna, Stefano Bonaccini, si scaglia contro tutti coloro, che “anche del mio partito” (cioé il Pd) stanno dando luogo allo scontro sulle responsabilità del crollo di Genova. “A poche ore da tragedie così immani, con soccorsi ancora in corso nel tentativo di salvare altre vite – scrive Bonaccini su Facebook – trovo irresponsabili coloro che, ricoprendo ruoli istituzionali o politici, si accusano reciprocamente dando luogo ad un teatrino vergognoso”. Bonaccini insomma striglia anche gli esponenti del suo partito, parlando con toni da segretario e rimettendo in riga addirittura i vertici. Lo fa per una difesa anticipata dell’ex ministro dei Trasporti e delle infrastrutture, il reggiano Graziano Delrio, già nel mirino dei pentastellati? Il tono delle dichiarazioni comunque non lascia margine.

Chi invece anche oggi ha usato toni forti sono il premier Conte, il vice Di Maio che rincarano la dose di legnate a Società Autostrade, già fortemente criticata dal ministro Toninelli. “In questi 60 giorni di governo abbiamo dato immediatamente mandato di lavorare su manutenzione e messa in sicurezza dei viadotti e al loro monitoraggio attraverso dei sensori. Quasi tutti, costruiti tra gli anni ’50 e ’70 hanno bisogno di manutenzione ordinaria. Questo governo metterà i soldi proprio lì, per evitare che capitino ancora tragedie di questo tipo. Da cittadino italiano mi dispiace constatare che su queste infrastrutture non sia stata fatta tale manutenzione e questi fatti ne sono la testimonianza”. Lo ha detto al Tg1 il minsitro delle Infrastrutture Danilo Toninelli a proposito del crollo del Ponte Morandi a Genova. “Le prime informazioni sembrerebbero dire che la manutenzione era stata fatta ma non può essere così. Queste tragedie non possono accadere in un Paese civile come l’Italia. La manutenzione viene prima di ogni cosa e i responsabili dovranno pagare fino all’ultimo. Nelle prossime ore avremo maggiori informazioni”, aggiunge Toninelli.

Giuseppe Conte, al termine del consiglio dei ministri straordinario (erano tutti presenti o in videoconferenza, tranne due), ha annunciato: “Avvieremo la procedura per la revoca della concessione a società Autostrade”. Ed è stato decretato lo stato di emergenza per 12 mesi: stanziati 5 milioni per i primi interventi urgenti.  “I responsabili hanno un nome e un cognome e sono Autostrade per l’Italia” ha invece  dichiarato il vicepremier Di Maio ai microfoni di Radio Radicale, aggiungendo che “dopo anni che si è detto che le cose dai privati sarebbero state gestite molto meglio, ci troviamo con uno dei più gradi concessionari europei che ci dice che quel ponte era in sicurezza. Queste sono scuse. Autostrade deve fare la manutenzione e non l’ha fatta. Prima di tutto si dimettano i vertici”. Di Maio ha anche ricordato che in caso di inadempienze, lo Stato può ritirare la concessione e far pagare sanzioni pesantissime fino a 150 milioni di euro e “Autostrade non ha fatto la manutenzione… Ad Autostrade paghiamo i pedaggi più alti d’Europa e loro pagano tasse bassissime perché sono posseduti da una finanziaria Benetton in Lussemburgo”.

Infine i ministri hanno assicurato che  si sta procedendo ad attingere a “fondi straordinari per assicurare la viabilità ai cittadini anche prolungando, se serve, l’utilizzo di alcuni viadotti costieri. Stiamo studiando tutte le possibilità per far funzionare subito la viabilità, perché così la città è spezzata in due”.