Delmonte (Lega): “Intercettazioni coinvolgono Colli: si dimetta”

Il consigliere regionale all'attacco: “Gravissimo che il suo nome, seppur non indagato, compaia. Se non farà un passo indietro da solo, procederemo con una mozione di sfiducia in consiglio comunale a Montecchio"

MONTECCHIO (Reggio Emilia) – “Nuovi inquietanti sviluppi nello scandalo che ha sconvolto la Polizia Municipale della Val d’Enza: il nome del sindaco di Montecchio Emilia ed ex presidente dell’Unione Val d’Enza, Paolo Colli, per quanto non indagato nella vicenda, compare in un’intercettazione telefonica contenuta nell’ordinanza del giudice Luca Ramponi. Si tratta di un fatto grave per la tutela dell’immagine dell’amministrazione montecchiese; a tal punto grave che, benché in attesa che le indagini della magistratura facciano il loro corso, dovrebbe indurre il primo cittadino di Montecchio, Paolo Colli, ad auto dimettersi dal proprio incarico. Un passo indietro non motivato da alcuna sua responsabilità nell’ambito dell’inchiesta, ma che si rende necessario nell’ottica dell’opportunità politica di preservare il buon nome del Comune e dell’amministrazione di Montecchio Emilia”.

A chiedere le dimissioni del sindaco Colli è il consigliere regionale della Lega Nord, Gabriele Delmonte, che è anche consigliere comunale del Carroccio a Montecchio. “E’ evidente che qualora Colli non facesse un passo indietro autonomamente, saremo costretti a procedere con una mozione di sfiducia nei suoi confronti in consiglio comunale a Montecchio” aggiunge il consigliere leghista.

Il nome di Colli compare nell’ordinanza del giudice Ramponi laddove scrive di “una conversazione tra il sindaco Colli e la comandante della Municipale CristinaCaggiati(oggi sospesa dall’incarico insieme al vice comandante Tito Fabbiani e l’ispettore capo Annalisa Pallai ndr), nella quale il primo chiede alla seconda di contattare una persona in servizio nella polizia giudiziaria della Procura, per acquisire indebitamente informazioni sul procedimento penale in corso, pur consapevole dell’impossibilità formale, ma programmando un incontro informale davanti a un caffé per ottenerle”.

“E’ gravissimo anche solo che si possa insinuare il dubbio che il sindaco di Montecchio possa aver preso parte a qual sistema definito “Sistema Fabbiani” secondo il quale il vicecomandante della polizia municipale Val d’Enza, Fabbiani appunto, e la sua comandante Caggiati, in virtù di appoggi politici abbiano potuto interferire per modificare decisioni amministrative a proprio piacimento. Ed è per questo che oggi l’auto-sospensione dall’incarico di Colli rappresenterebbe un atto dovuto” conclude Delmonte.