Crisi Ferrarini, il ministro Di Maio diserta l’incontro

Il vicesindaco Sassi: "Occorre dare prova concreta di volersi impegnare per salvaguardare continuità occupazione e produttiva. I dipendenti sono allo stremo". I sindacati: "Non sono stare fornite risposte soddisfacenti". Il tavolo è riconvocato per il 26 settembre

REGGIO EMILIA – “Abbiamo chiesto al ministero dello Sviluppo economico di essere parte attiva nella risoluzione di questa crisi aziendale che, in primo luogo, è una crisi di liquidità finanziaria. Gli oneri finanziari stanno uccidendo la gestione industriale del gruppo Ferrarini spa nonostante ordini e fatturati crescenti”.

A dirlo è il vicesindaco Matteo Sassi, che questa mattina ha preso parte al Tavolo ministeriale sulla crisi dell’azienda. “Il ministro Di Maio, di cui da più parti avevano preannunciato la presenza a questo incontro, non c’era. Confidiamo comunque che i funzionari che ha mandato al summit gli riferiscano di quanto la Ferrarini sia azienda storica e di qualità del territorio reggiano e punta avanzata del made in Italy dell’agroalimentare, sulla quale occorre intervenire in modo concreto per salvaguardare continuità occupazionale e produttiva. I dipendenti, incontrati nei giorni scorsi in Comune a Reggio, sono allo stremo, dopo tre mesi in cui non hanno ricevuto – o ricevuto solo in parte – gli stipendi. L’esecutivo nazionale ha dunque un tavolo di prova concreto per mettere in atto ciò che predica da mesi, ovvero sostenere l’economia reale e l’occupazione anziché gli interessi a carattere immediatamente finanziario”.

“L’Amministrazione comunale saluta intanto con favore il raggiungimento di un accordo per l’avvio del contratto di solidarietà negli stabilimenti del gruppo. Pensiamo in particolare modo al presidio industriale di Rivaltella, su cui si concentrano le nostre maggiori attenzioni in termini di mantenimento degli attuali livelli occupazionali. Il contratto di solidarietà dimostra il senso di responsabilità delle organizzazioni sindacali e, in particolare, delle lavoratrici e dei lavoratori , nonostante gli stipendi arretrati di tre mesi, hanno continuato a prestare il proprio lavoro con grande sacrificio e professionalità”.

Conclude Sassi: “Dall’incontro è emerso che la proprietà intende elaborare, assieme ai commissari delle procedure concorsuali, un piano industriale da presentare a tutte le parti sociali e alle istituzioni già nelle prossime settimane. Non mancherà, in questo percorso, la vicinanza del Comune di Reggio Emilia ai lavoratori e a tutti coloro che si impegneranno realmente e concretamente per salvaguardare le attività industriali e gli attuali livelli occupazionali”.

Aggiungono Cgil, Cisl e Uil, presenti all’incontro: “Il ministero ha ribadito il proprio impegno a mantenere monitorata la situazione, attraverso continui aggiornamenti con azienda, commissari e istituzioni locali, a tal proposito il tavolo presso il ministero dello sviluppo economico è riconvocato il 26 settembre. Le organizzazioni sindacali richiedono di incontrare il Gruppo Ferrarini prima dell’incontro al Mise perché il tavolo sindacale deve essere messo a conoscenza di quale scelte industriali e occupazionali l’azienda sta facendo. La giornata di oggi non ha fornito risposte soddisfacenti per i lavoratori riguardo il loro futuro e dell’azienda, pertanto a seguito delle assemblee che si svolgeranno nei prossimi giorni, i lavoratori esprimeranno le loro decisioni”.