Quantcast

Associazione finanziario-criminale internazionale, partono le confische

Spolpavano aziende decotte: anche reggiani nel gruppo specializzato nella gestione "spregiudicata" di fallimenti societari. Nel corso dell'operazione eseguiti sei arresti, 33 denunce a piede libero e disposti sequestri per per diversi milioni di euro

REGGIO EMILIA – Applicazione della pena su richiesta delle parti e prime confische definitive di beni immobili e denaro riconducibili al promotore dell’associazione ed ai componenti del gruppo criminale
già oggetto di misure cautelari. A questa conclusione è arrivato giunto il principale filone processuale dell’ Operazione Barqueiro , condotta dal Nucleo di Polizia Economico Finanziaria di Modena nel 2016 e coordinata dal Procuratore Capo di Modena, Lucia Musti, e dal pm Marco Imperato, all’esito della quale furono eseguite 6 misure cautelari in carcere, denunciati 33 responsabili e disposti sequestri per equivalente per diversi milioni di euro che riguardarono 2 locali di ristorazione, 1 bar ed un complesso alberghiero con annesso ristorante oltre che 8 società, svariati conti correnti ed immobili riconducibili all’associazione.

Leader del gruppo, secondo la Procura, il 55enne reggiano Luigi Predieri, che era finito in manette nel luglio scorso insieme al suo collaboratore Silvano Cilloni, 75enne di Casina.  Predieri aveva anche trasferito la sua residenza e le aziende “svuotate” in Portogallo. Dell’associazione faceva parte anche F.C., 38enne di Parma con residenza fittizia in Austria. Tra le “menti” ci sarebbe stato Marco Pasquali, 57enne di Parma; lo scorso anno aveva patteggiato 3 anni e 4 mesi per associazione a delinquere finalizzata ai reati in materia fiscale. Altri arrestati la 50enne di Nonantola (Mo) Maria Vittoria Provvisionato, e Romano Michele, 70 anni di Casalecchio di Reno (Bo).

Nel corso di quelle indagini, le Fiamme Gialle modenesi individuarono un’associazione a delinquere finalizzata alla bancarotta fraudolenta, al riciclaggio internazionale ed a plurimi reati tributari di varia natura, con basi a Parma, Reggio Emilia ed in Portogallo: in ragione dell’articolata struttura transnazionale dell’associazione criminale le investigazioni dei Finanzieri di Modena si svilupparono anche grazie all’attivazione degli strumenti di cooperazione giudiziaria internazionale, con interessamento dei collaterali organi inquirenti esteri, per il tramite del Comando Generale/II Reparto del Corpo e di Eurojust.

L’analisi delle vicende societarie delle aziende sottoposte a procedure concorsuali permise di individuare una complessa struttura, promossa e diretta dal professionista emiliano residente all’estero e “specializzato” nella gestione “spregiudicata” di fallimenti societari, composta da decine di soggetti giuridici che, ricorrendo a prestanome, venivano fittiziamente delocalizzati all’estero per evitare conseguenze penali agli imprenditori coinvolti e per drenarne le disponibilità patrimoniali dalle pretese dei creditori. Disponibilità di cui il promotore dell’associazione a delinquere curava il rientro in Italia, riconsegnandole in contanti agli imprenditori coinvolti, attraverso svariate movimentazioni bancarie, anche estero su estero e tra società diverse, al fine di ostacolarne la tracciabilità, divenendo un vero e proprio “traghettatore” e ispirando il nome dell’operazione, ossia “Barqueiro”.

L’operazione ha recentemente ottenuto importanti risultati processuali a seguito della scelta del principale indagato e dei suoi più stretti sodali di accedere all’istituto dell’applicazione della pena su richiesta (cd. “patteggiamento”) per complessivi 9 anni di reclusione, cui ha fatto seguito, al momento, la confisca di un patrimonio costituito da 7 società, 4 terreni e ben 634 diritti immobiliari (quote di multiproprietà) intestati alle società riconducibili al sodalizio e valutato, al netto delle passività, in circa 500.000,00 euro. Le operazioni di confisca sono state eseguite anche con la collaborazione di 29 Reparti del Corpo sub-delegati al riguardo.