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Acqua pubblica, i sindaci rispondono al Comitato acqua bene comune

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REGGIO EMILIANel rispondere alle domande del Comitato Acqua bene Comune è bene fare una premessa: l’atto di indirizzo approvato dal consiglio locale di Atersir si esprime sugli aspetti fondamentali che riguardano la concessione sul piano amministrativo e giuridico e non entra, come non è compito dei sindaci fare in questa fase, né su aspetti tecnici di esclusiva competenza di chi redigerà gli atti di gara (e cioè l’agenzia regionale) ne su orientamenti di indirizzo generali (come la salvaguardia della risorsa o il principio di solidarietà nelle tariffe) che erano già stati oggetto di delibere di indirizzo di natura politica. Cerchiamo comunque, come è da sempre stato fatto nei confronti del comitato Acqua Bene Comune, di dare risposte chiare e trasparenti.

Tempi: è volontà e mandato dei sindaci che la gara sia bandita tra la fine del 2018 ed entro i primi mesi del 2019. L’aggiudicazione avverrà presumibilmente la prossima primavera mentre la costituzione della società si svilupperà nella seconda metà del 2019. Quando sarà terminata la concessione al socio privato verrà riconosciuto il valore degli investimenti realizzati durante il periodo di affidamento e per i quali non sarà stato completato l’ammortamento. Nei servizi regolati non si applicano i criteri previsti per qualsiasi altra società perché il rapporto tra pubblico e privato è finalizzato ad un unico oggetto (la gestione del servizio per il periodo indicato nel bando di gara) e non è prevista alcuna forma di “liquidazione” di fine concessione, se non – appunto – quella riguardante gli investimenti realizzati e non ancora “ripagati” dalla tariffa.

Canone: su questo tema è stato posto uno specifico quesito all’Autorità Nazionale che si occupa di regolazione (Arera), dalla quale siamo in attesa di riposta. Un aspetto che però la normativa, dopo il referendum del 2011, ha già chiarito è che i canoni per l’utilizzo delle reti devono coprire esclusivamente i costi sostenuti dal titolare delle reti (Agac Infrastrutture) per la rete stessa. Ad oggi si tratterebbe di riconoscere i costi dei mutui sostenuti per realizzare gli investimenti nel periodo precedente l’anno 2005.

Inadempienze e revoche: si tratta di aspetti che verranno inseriti nel contratto di servizio e che seguono precisi riferimenti forniti dall’Autorità Nazionale.

Partecipazione e dibattito pubblico: l’esperienza del Forum dell’acqua è stata unica ed innovativa ed ha avuto un ruolo nella fase in cui si doveva arrivare ad una decisione sull’affidamento. È volontà dei sindaci proseguire il confronto individuando forme di coinvolgimento pubblico all’interno di Arca da mantenere attive per tutta la durata della concessione.

Il destino del fondo di ripristino: l’impegno assunto dai sindaci è quello di mantenere il fondo di ripristino beni di terzi all’interno della concessione e quindi non ci sarà nessuna ripartizione tra i Comuni. Le risorse accumulate con le tariffe devono trasformarsi in investimenti e non certo in “tesoretti” da distribuire. Come si è già avuto modo di dire se il servizio idrico genera un utile di esercizio, questo deve essere reinvestito. E’ un principio previsto dalla normativa nazionale in materia di servizio idrico integrato. Il tema delle tariffe ad oggi non è più una diretta responsabilità dei sindaci perchè esiste un metodo unico nazionale all’interno del quale sono anche previste forme di tutela degli utenti più vulnerabili con due principi: il diritto ad un accesso minimo alla risorsa e la solidarietà verso chi ha difficoltà nel sostenere il pagamento della tariffa piena. Questi principi erano stati ripresi nell’atto di indirizzo deliberato dai sindaci il 17/12/2015 e sarebbe stato inutile ricopiarli anche nell’atto approvato il mese scorso.

Lavoro e appalti: condividendo l’importanza che riveste la tutela del lavoro (sia in termini di numero di operatori che di qualità delle condizioni di lavoro) all’interno della concessione, abbiamo condiviso con i sindacati la redazione di uno specifico accordo che approfondirà ogni aspetto.

Sinergie: tra le attività di Arca si individua già nelle linee guida quella funzione di studio interdisciplinare e coordinato con gli altri soggetti di cui parla il comitato Acqua Bene Comune. Non ci è dato sapere se i cambiamenti climatici produrrano un diluvio ma qualunque cosa accada, con Arca siamo pronti ad affrontarla. La storia degli ultimi 20 anni ci insegna che i servizi pubblici locali devono mantenere un forte livello di radicamento nel territorio e che i cittadini vedono nei Comuni i principali interlocutori per qualsiasi evenienza riguardi il territorio (dai problemi più piccoli sino alla gestione delle grandi emergenze). Arca nasce proprio con questo obiettivo: mantenere una gestione reggiana del servizio e rafforzare il ruolo pubblico come forma di garanzia dei cittadini”.

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