Unindustria vuole Reggio capitale dell’Education

Severi e Storchi: "Un territorio vocato alla formazione tecnica"

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REGGIO EMILIA – A distanza di un anno e dallo stesso palco (quello dell’assemblea annuale delle associate) Unindustria Reggio Emilia torna a candidare la citta’ a capitale regionale dell’education, cioe’ la formazione tecnico scientifica a servizio delle imprese. Dopo la proposta “intenzionalmente provocatoria” di realizzare a Reggio un politecnico regionale (ipotesi tramontata per lo stop di viale Aldo Moro, ndr) e’ ancora Mauro Severi a battere su questo tasto. Lo fa pero’ nelle vesti di presidente uscente, che ha ceduto oggi il testimone a Fabio Storchi, ex presidente nazionale di Federmeccanica.

Quello dell’education, dice Severi “e’ un tema che non ha mai smesso di essere d’attualita’ e che oggi, in presenza di una vera ripresa, ripropone tutta la sua criticita’”. Infatti a Reggio Emilia l’industria, “che determina un posto di lavoro su tre esprime ogni anno una richiesta di circa 900 diplomati in percorsi di livello secondario e post-secondario a indirizzo meccanica-meccatronica”. Ma “a fronte di tutto cio’ sono poco meno di 250 gli studenti diplomati ogni anno in questi stessi indirizzi”, sottolinea Severi. “Possiamo cosi’ affermare che la formazione e’ ormai il collo di bottiglia che condiziona negativamente tanto il futuro delle nostre imprese, quanto l’attrattivita’ del sistema locale”, aggiunge.

Ecco perche’ “Reggio Emilia, non solo in forza del proprio sistema produttivo, ma anche della propria posizione, ha titolo per candidarsi a esercitare, nell’education, un ruolo non marginale nell’ambito regionale: accessibilita’, ricettivita’ per gli studenti, qualita’ della vita e dei servizi, presa diretta con il distretto meccatronico della via Emilia, sono i possibili punti fermi di un progetto sul quale credo di aver contribuito ad aprire un confronto locale e regionale”. Dunque, “alla luce di tutto cio’, dei risultati che citavo e soprattutto della qualita’ del nostro sistema produttivo, ci ricandidiamo a sede delle iniziative regionali annunciate in questo ultimo anno. Non esistono in regione sedi privilegiate, ma territori con vocazioni ben definite”.

Sulla stessa linea il nuovo presidente degli industriali: “Nelle tempeste e nei pericoli di un diluvio, come la globalizzazione e la quarta rivoluzione industriale, l’Arca dei reggiani e’ l’industria, quella della produzione e dei servizi. Insieme rinsalderemo le relazioni indispensabili per condividere visioni e progetti, a partire dal sapere e dalla conoscenza di cui oggi ci occupiamo”, dice Storchi.

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