Quantcast

Svastica e cappio al collo, sfregiato il manichino delle suore

Era stato posizionato sulla strada, dalle suore della Casa della carità di Cagnola, con una maglietta rossa per sensibilizzare i passanti sulla tragedia dei migranti morti in mare

REGGIO EMILIA – Le suore della Casa della carità di Cagnola, un piccolo borgo di Castelnovo Monti, avevano messo il manichino che vedete sulla strada, sabato scorso, per sensibilizzare i passanti sulla morte dei migranti in mare. Avevano così aderito all’invito di Libera e Gruppo Abele, Arci, Legambiente, ANPI e dal giornalista Francesco Viviano.

Quel manichino è stato trovato nelle scorse ore con un cappio al collo e imbrattato da un inquietante ghigno fatto a bomboletta spray e una svastica sul petto. Lo segnala su Facebook l’avvocato reggiano Marco Scarpati che scrive: “L’invito, per tutti, era quello di Don Ciotti: ‘Restiamo Umani’. L’hanno ritrovata così, con una svastica sul petto. Ecco, adesso lo sappiamo una volta di più: c’è chi umano non può restare, perchè mai lo è stato”.

Sulla vicenda intervengono anche i segretari del Pd Montagna: “C’è un limite oltre il quale ci si deve fermare. Non vogliamo sottovalutare il contenuto di un gesto che riteniamo semplicemente ignobile e auspichiamo che le autorità competenti ne individuino prontamente gli autori. Chiediamo inoltre che in caso di azioni di natura giudiziaria tutti i comuni dell’Unione si costituiscano parte civile. Crediamo che sia venuto il momento che anche gli imbecilli si prendano le loro responsabilità”.