Regione, Sassi espulso dal M5S: ma non si dimette da consigliere

Per la vicenda dei mancati versamenti al fondo per il microcredito. "Non hanno voluto ascoltare le mie ragioni"

REGGIO EMILIA – Gianluca Sassi non e’ piu’ un esponente del Movimento 5 stelle. Nei giorni scorsi il collegio di garanzia dell’M5s ha comunicato al consigliere regionale dell’Emilia-Romagna la sua espulsione in via definitiva, per la vicenda dei mancati versamenti al fondo per il microcredito creato dal movimento stesso, scoppiata in piena campagna elettorale per le politiche, coinvolgendo anche esponenti nazionali del movimento (tra cui la parlamentare Giulia Sarti e la capogruppo in Emilia-Romagna Silvia Piccinini, poi ‘assolta’).

È lo stesso Sassi ad annunciarlo, in una nota. “Prendo atto che il Movimento, o meglio, chi lo rappresenta, non ha voluto in nessun modo ascoltare le mie ragioni – commenta Sassi con amarezza – che ritengo, ancora oggi, completamente fondate e ampiamente documentate. Evidentemente le regole a volte si interpretano, a volte invece no”. L’ex 5 stelle era stato sospeso in via cautelare a febbraio. Subito il consigliere aveva presentato un primo ricorso, fornendo tutta la “documentazione per dimostrare come io non abbia mai utilizzato i fondi destinati alle restituzioni per altri scopi”. Online Sassi dichiarava di restituire una parte consistente del suo stipendio da eletto, che invece tratteneva a causa di problemi precedenti con Equitalia. Il collegio dei probiviri ha pero’ respinto il ricorso, secondo Sassi “con motivazioni inconsistenti e superficiali, senza alcuna contestazione nel merito dei miei comportamenti”.

L’8 giugno scorso il consigliere si e’ appellato al collegio di garanzia, il quale ha “risposto solo un mese dopo, invece dei 10 giorni previsti, confermando la mia espulsione dal Movimento 5 stelle e, ancora una volta, con motivazioni assolutamente generiche e che non tengono conto di tutta la documentazione prodotta da me in questi mesi, o di altra documentazione che avrei potuto produrre”. A Sassi non resta altro che arrendersi. Ma, precisa l’ex 5 stelle, “la mia posizione politica in questi mesi non e’ cambiata e credo che anche questo provvedimento di espulsione non la spostera’ di un millimetro”.

Sassi ci tiene anche a precisare che non si dimettera’ da viale Aldo Moro. “La mia intenzione e’ quella di portare a termine il mandato per il quale sono stato eletto nel 2014 – afferma – continuero’ a sostenere le battaglie politiche del M5s nei modi e con gli strumenti che avro’ a disposizione”. Sassi uscira’ pero’ dal gruppo in Regione. “Visto che il Movimento mi vuole fuori, e per permettere al gruppo M5s di operare in piena liberta’, nonostante nessuno possa impormelo, ne’ per regolamento ne’ legalmente, ho deciso di iscrivermi al gruppo misto”.

In ogni caso, insiste, “pur continuando da indipendente continuero’ a sostenere, per quanto potro’, le battaglie e le tematiche che ho portato avanti in questi oltre 10 anni di impegno, prima da semplice attivista e poi da consigliere regionale del M5s, anche se dovro’ farlo in solitaria”.

E aggiunge: “Non usero’ certo la scusa che ho gia’ sentito da altri, che il Movimento non e’ piu’ quello di una volta. Per fortuna che non lo siamo piu’. Adesso siamo al Governo ed e’ normale che non si possa gestire un Paese come si gestisce un banchetto. Quindi credo che sia del tutto normale che si cambi, che ci si evolva”. Secondo Sassi, pero’, “il punto sta capire se il Movimento si trasformera’, anche gradualmente, in un partito. Ecco, in quel caso, non nascondo che avrei qualche difficolta’ a sostenerlo. D’altronde, lo disse proprio Beppe Grillo: il destino del Movimento e’ sparire, un paradosso per spiegare che quando i cittadini si faranno Stato, l’esistenza del Movimento non avra’ piu’ ragione di essere”.